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My last post was in early May... but that doesn't mean I haven't ridden since. However, I certainly haven't been able to do everything I wanted to. I've had some personal issues, mostly related to my father's health and an incredibly busy time at work, but, still, I managed to ride. Shorter rides, some nicer ones... both bikes were not left sitting and covered in the garage. Of course riding when I had time, didn't leave me much choice... so I haven't had always the best weather: yes, I could check the weather forecast, but even if a friend wants to gift me with a nice barometer, I did ride whenever I could. And needed to. When you need it, when you truly need it, it isn't that shower stopping you. Right? So I had few rides on the nearby heights (Monte Grappa and Altopiano di Asiago), I had a night ride with the club, I also enjoyed longer rides. Below some random pictures of this 'complicated summer'... but is I type this in, I also had a longer ride, 500km of twisties. And rain, of course... but let me leave this for the next post. |
Il mio ultimo post risale agli inizi di maggio... ma questo non significa io non sia più andato in moto. Tuttavia non ho certamente potuto fare tutto quel che avrei voluto fare. Ho avuto un po' di problemi personali, principalmente legati alla salute di mio padre in contemporanea ad un periodo molto impegnativo al lavoro, tuttavia qualche giro l'ho fatto, qualcuno breve, qualcun altro più lungo... entrambe le moto non sono certamente rimaste in garage a dormire sotto il telo. Naturalmente andare in moto quando potevo, non mi ha lasciato molta scelta... quindi non sempre ho beneficiato del migliore meteo: certo, potevo guardare le previsioni, ma anche se un amico vuole regalarmi un barometro, sono andato in moto semplicemente quando potevo. E quanto ne avevo bisogno. E quando ne hai bisogno, quando ne hai veramente bisogno non è quell'acquazzone che ti può fermare. Giusto? Quindi mi sono fatto vari giri nelle montagne qui intorno (Monte Grappa e Altopiano di Asiago), mi sono fatto una moto-notturna con il club, mi sono pure fatto un giro più lungo a est. Qui sotto alcune foto di questa 'estate complicata'...ma al momento di scrivere queste parole, ho già fatto anche un giro da oltre 500 km e tante curve. E della pioggia, naturalmente... ma vi lascio il racconto per il prossimo post. |
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Saturday, September 6, 2025
Of Rain and a complicated summer
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937,
BLA BLA BLA,
LESSER TITANIUM,
MOTOCLUB,
PASSION,
POMPONE,
POOR RIDING,
RAIN,
WEATHER FORECAST
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Tuesday, October 3, 2023
Back on track
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Time flies. And the last time I rode on a racetrack is lost in the past. It happened 9 years ago. The reasons that kept me away from racing are complicated, hard to explain. And rather personal. Let's just call it 'life'. But I never gave up riding, and I definitely didn't sell my soul to a more touring oriented style: I still love speed, and I still ride like I stole it... just with all that experience gathered on track, in life, surviving the jungle you've to face when riding a motorcycle nowadays. Not only I never gave up riding, I also have always been an active element of my Motoclub, POMPONE: it was the club for the trackdays, the races, the speed... but it still is the motoclub for a wide galaxy of events of any kind, from the normal gatherings to museums/factories visits, from test rides to... well.. racetrack! Yes! We still go to racetrack, and we still call ourselves "Squadra Corse". Thanks to somebody we know and a wide netword of contacts built in many years of motoclub activity, we ended to a small track used for practicing (Axel Bassani, WSBK racer do train in there!), for safety training, and for any activity concerning cars and motorcycles of any size: Pista Alle Cave. But we weren't just a bunch of riders (about 20) with our own bikes (some street legals, some racers, some vintage... some seeing racetrack for the first time ever)... but we had some OHVALE to test... thanks to the legendary Caio Pellizzon, former test rider at Aprilia, the man that for 25 years developed most of the sport range -RSV Mille included- of the italian brand. So, all of a sudden, after a couple of laps with my 937, just for the sake of it... I was training myself to what I used to do almost on a weekly basis: lanes, braking points, cornering and massive knee sliding! What about these Ohvale? PURE fun. The cheapest way to do racetrack (safer & cheaper bikes, cheaper speed, cheaper racetrack, cheaper maintenance). And the level of fun is... impossible to quote! In a late September day, with sun and temperatures usually belonging to a way warmer time of the year, all of us -for few bucks- rode a lot, enjoying unlimited sessions and laps, having fun, racing each others in safety and finding out -once again- the essence that connects us all and that we use to call motorcycling. |
Il tempo vola. L'ultima volta che ho girato in pista è da qualche parte nel passato. 9 anni or sono, credo. Le ragioni che mi hanno tenuto lontano dal correre sono complicate, difficili da spiegare. E piuttosto personali. Fanno parte delle cose che capitano nella 'vita'. Ma io non ho mai smesso di andare in moto, e non ho sicuramente venduto l'anima ad una guida più turistica: amo ancora la velocità, guido ancora con una certa enfasi... solo con tutta l'esperienza maturata in pista, nella vita, cercando di sopravvivere in questa giungla che si affronta quanto si guida una moto oggigiorno. Non solo non ho mai smesso di andare in moto, sono anche sempre stato un membro attivo del Motoclub, POMPONE al quale appartengo: era il motoclub delle uscite in pista, delle gare, della velocità.. ma è anche ed ancora il motoclub per una vasta gamma di eventi di tutti i tipi, dai normali incontri alle visite a musei e fabbriche, dai test ride a... beh... la pista! Si! Andiamo ancora in pista e ci piace chiamarci ancora "Squadra Corse". Grazie a gente che conosciamo e ad una vasta rete di contatti costruiti in tanti anni di attività del club, siamo finiti in una piccola pista usata per la pratica (Axel Bassani che corre in WSBK si allena qui!), per la sicurezza, per i corsi e per ogni altra attività legata a auto e moto di ogni dimensione: Pista Alle Cave. Ma non eravamo solo un gruppo (circa 20) di motociclisti con le proprie moto (alcune legalmente usate in strada, alcune racer, alcune d'epoca... alcune in pista per la primissima volta)... avevamo anche alcune OHVALE da provare... e questo grazie al leggendario Caio Pellizzon, in precedenza test rider dell'Aprilia, l'uomo che per oltre 25 anni ha sviluppato la maggiora parte del range sportivo -RSV Mille compresa- del marchio italiano. Quindi, tutto ad un tratto, dopo un paio di giri con la mia 937 giusto per sgranchirla, mi sono ritrovato a imparare nuovamente quello che in passato facevo settimanalmente: traiettorie, punti di frenata, curve e un massiccio strisciamento delle saponette! E queste Ohvale? PURO divertimento. Il modo più economico di andare in pista (moto più economiche e sicure, velocità più economiche, piste più economiche e pure manutenzione più economica!). Il livello di divertimento? Impossibile da quantificare!!!! In una giornata di fine settembre, con un sole e delle temperature solitamente appartenenti a periodi ben più caldi dell'anno, tutti noi abbiamo girato un sacco, spendendo poco, godendoci sessioni senza limiti di tempo, infiniti giri, divertendoci, gareggiando tra noi in sicurezza e scoprendo -ancora una volta- l'essenza di ciò che ci connette e fa stare assieme, quella cosa cosa che solitamente chiamiamo motociclistmo. |
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AUTUMN,
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OHVALE,
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Monday, June 5, 2023
MOTOCICLISMO TESTER DAY 2023. La sagra della piega!
L'anno scorso me la presi comoda con il MOTOCICLISMO TESTER DAY. Due turni, uno il primo giorno, uno il secondo. Roba da poco... ed infatti quest'anno volevo di più, molto di più.
Alla fine ho prenotato ben quattro turni due il primo giorno, due il secondo...dei quattro giorni di questo maestoso evento che Motociclismo porta in giro per l'Italia, compresa la location di Villa Stecchini, vicino a Bassano del Grappa, ai piedi del Monte Grappa o -versante opposto- alla base dell'Altipiano di Asiago. Praticamente la regione della fù Laverda, dell'Aprilia. Della Fantic. E di tanti malati di benzina e pistoni.
Mettiamolo in chiaro: se gente come quelli di Motociclismo hanno deciso di fare -di nuovo- un evento simile fuori dalla porta di casa mia, significa che -dopotutto- da queste parti possiamo ritenerci fortunati... abbiamo la location e, soprattutto, le strade giuste!
Quattro giorni di test. Tre turni al giorno per ciascuna delle otto categorie, le quali comprendevano dalle otto alle dodici moto. Praticamente il Gardaland del motociclismo. Gardaland? No, Disney World! Un Babbo Natale che viene in giugno con quattro autotreni di regali. La sagra della manetta, il santo patrono della piega, la festa della benzina... una cosa che NESSUN motociclista con un minimo di senno può ignorare.
E c'è di più: diciamocelo, si tratta di un evento per motociclisti fatto da motociclisti... non la solita pallosissima menata super safe, educata. Il solito moto giro di marca dove non passi i 2000 RPM. Qui si prende una moto e si dà del sano gas su e già per le favolose strade che si inerpicano tortuose sulle montagne di questa zona famosa per Grappa e Prosecco, bevande rigorosamente a 100 ottani!
Ed io? Senza un cazzo di rimborso spese del Motoclub (Mr. Pompone... almeno una cena?) al quale appartengo, avidamente e rigorosamente di tasca mia, ho esagerato e cercato di partecipare a quanti più turni il mio (poco) tempo libero possa permettermi...
Alla fine sono quattro, due consecutivi per due dei quattro giorni di Tester Day...
Le categorie?
Il 2 giugno, Streetfighters e All Terrain (Quest'ultima prenotata tipo alle undici di sera del giorno prima, dopo una intensa cena piccante, una bottiglia di vino e varie grappe lubrificanti con gradazione 15W50).
Arrivo in villa. Lascio le scartoffie (avendo partecipato l'anno prima, sapevo come funzionava). Firme. Sguardi poco cavallereschi da motociclista maschio alle bellissime addette... e via dentro il parco chiuso.
Le Streetfighters non offrono le MV Agusta come l'anno scorso, ma bastano Suzuki e Triumph per rendere l'atmosfera eccitante.
Rituale a base di saluti, ciao come va... sei qui anche quest'anno?... e siamo in sella. Il meteo tiene, lo scenario è il monte grappa... e le pieghe sono pazzesche. Qualche neofita non apprezza un certo mio sorpasso ma, hey, io ho esperienza da vendere e lo lascio sbraitare... se non prendo merda dai tester vuol dire che va tutto bene. Io rispetto loro, sono i miei Marshall. E lui? Imparerà. Anzi, credo abbia già imparato qualcosa. Come si piega, per esempio!
Le moto di questa categoria? WOW!
La BMW R 1250 R non mi ha eccitato. Le BMW non lo hanno mai fatto. E non è cambiato nulla. Mi piacciono solo quando le supero. La Speed Triple 1200 è pazzesca nella sua duale anima: la RS è una macchina da passi e tornanti con un cambio divino ed un motore infinito... mentre la sorella RR vorrebbe i cordoli anziché i guard rail. L'Harley Davidson Nighster è la PRIMA Harley che guido in vita mia. Che moto assurda... tra l'altro questa era in versione senza l'optional dei freni! Mi piace pensare che dopo i miei dieci minuti di guida, il peso sia calato... grazie al materiale metallico delle pedane che ho lasciato -per sempre- sui tornanti di Cima Grappa. Però ho condiviso un momento di fratellanza con un trattore: l'ho salutato, due dita fuori... e il tizio sopra quel coso ha risposto! Tra trattori ci si rispetta! La Ducati Diavel? Altra mia prima esperienza. Una moto assurda. Impossibile. Ma reale. Ti ci siedi sopra e non capisci un cazzo. Dov'è l'avantreno? Eppure dopo quattro curve, hai quella dannata saponetta che vuole baciare l'asfalto... pazzesco per una moto da fighetti normalmente comperata da ex-Harleysti! La Tuono V4? Frena così tanto che ti trovi fermo in curva. La Kawa Z900 SE? Ha un motore lascivo al quale piace gridare. La migliore? Per me... la Suzuki GSX-S1000.... che moto! Che motore! Che pieghe! Ma, diciamocelo, io sono di parte... la mia fede è sempre stata a Hamamatsu.
Secondo turno del primo giorno. Queste ALL-TERRAIN. Attendo con impazienza... ma non vedo nessuno in fila... finché arriva quel pazzo di Gabriele, uno dei favolosi tester della rivista; mi chiede se io fossi iscritto al turno. Cazzo, certo che lo sono! “Bene”, mi dice. “Ci sei solo tu! Siamo solo noi 2. Scegli 4 delle 8 moto, facciamo due turni, ci scambiamo le moto a metà turno, invece di un giro di 2 ore ne facciamo due di un'ora”. COSA? Non sono in un gruppo con scambio moto, ma sto per fare un giro sulle MIE strade con un tester di Motociclismo? Cazzo... ho vinto la fottuta lotteria? Dove sono le donnine poco vestite che mi consegnano l'ambito premio mentre l'orchestra suona un inno a caso? WOW! WOW!
Mi dispiace, caro Motociclismo, ma il vostro turno “da tester” si è convertito in un giro in moto poco educato fatto da me e Gabriele... con poi altri dei vostri aggregati desiderosi di pieghe. Le moto scelte? Poca cultura e tanta ignoranza: la Fantic 700, la Guzzi V85TT, la Voge 525 e la KTM 390. Monte Grappa con le prime due, Foza (anche speciale del Rally Città di Bassano) con le seconde. Pieghe da urlo. Derapate illegali. Gli sliders dei miei stivali da buttare... raccolta differenziata, sezione metalli... sono uno sborone e c'ho quelli che fanno le scintille!
Arriva il secondo giorno. Meno clemente per quanto riguarda il meteo... ma le categorie erano molto meno racing e molto più adatte ad ogni condizione di asfalto... sterrato compreso.
Adventure e poi Globetrotter... praticamente una diversa selezione delle stesse moto, quei grossi enduroni stradali e non, moto con le quali guadi i fossi tanto quanto ti ingrani 1000 km di autostrada, puntando a Capo Nord.
La Desert X, cazzo, è una bomba. La Multistrada è onesta, ma la X è illegale. Risveglia il tuo io infantile: con quella moto puoi fare solo bellissime cazzate e, per uno come me, questa è l'unica cosa che conta; se volessi essere civile e politicamente corretto NON andrei certamente in moto, non avrei moto a carburatori o due tempi e -forse- andrei in giro con una cazzo di Tesla o Yaris ibrida; il fatto è che sono un tipo da V8, da carburatori e da ragazzate in moto... e la Desert X si rivela essere il mezzo perfetto. Ma anche la Fantic Caballero 700 non scherza. Anzi… già il giorno prima ho dato ampia dimostrazione delle mia infantilità salendo i tornati del Montegrappa con quell'aggeggio. L'esemplare del nuovo test, tuttavia, aveva un problema. Non si accendeva. Ci sono state SOLO due persone in grado di metterla in moto: io ed un tizio da Rovigo. Perché? È una questione di lingua madre... di intercalare in dialetto veneto! Queste moto le fanno a mezz'ora da casa mia: c'è feeling se lasciamo fuori dal contesto l'educazione della lingua italiana. Due parolacce in lingua 'madre' ed ecco che il motore romba! L'Husqvarna Norden 901, che tanto m'aveva eccitato l'anno scorso, mi ha un po' lasciato indifferente. Non tanto in modo assoluto, ma per il confronto con le concorrenti... Suzuki V-Strom 800DE in primis... una moto con la quale fai dei piegoni indecenti con un passo talmente illegale che sembra impossibile esser sopra all'erede della mitica DR-800. Sorpresa del giorno? L'Harley Davidson Pan America 1250: un bisonte di moto con una maneggevolezza incredibile! Ci sono stati tornanti strettissimi nei quali la Ducati Multistrada V4 ha richiesto il piede a terra... mentre l'Harley ha voluto solo un filo di gas per uscirne con americana esuberanza. E quanto mi sono attaccato al culo dell GS, tipicamente la moto da sboroni di strade di montagna? Vi assicuro che la Pan America è un arma letale... solo che non te ne accorgi fino a quando non ci sali sopra!
La Morini X-Cape ha il mio amore: mi piace stare su quella piccola motina. L'adoro. L'Aprilia Tuareg 660 è puro orgasmo, la Transalp si guida con una facilità incredibile... premi su una pedana e la moto va dove vuoi immediatamente; la Voge Valico non conferma l'esuberante follia della sorella naked, mentre la Guzzi V85 TT rende il mondo un posto molto più bello. La Ténéré 700 esige lo sterrato, la Honda con cambio automatico lascia un po' persi.... manca una leva al manubrio ed una al piede... e a questo non ti ci abituerai mai. La BMW R 1250 GS ha quel cazzo di telelever (o come si chiama il diabolico sistema di sospensioni dell'avantreno BMW... roba concepita dopo troppe birre nel Biergarten sotto casa) che separa il motociclista dalla strada e, scusate amici crucchi, a me questa cosa non va a genio. Sorpresa piacevole? Harley a parte, la Triumph Tiger 1200 GT Pro: che macchina favolosa... che motore e che gusto dinamico!
Oltre alle pieghe, illimitate, alla strada, alle curve, alle moto, alla pioggia? Una galassia di personaggi favolosi. Da quel signore con moglie al seguito che non ho osato sorpassare in quanto adoravo la sua andatura, ai tester di Motocilismo... i quali ci hanno fatto divertire... divertendosi. E Beppe Gualini, eroe dei deserti, uomo Ducati? Sempre presente alla partenza e al ritorno per raccontare le caratteristiche delle varie Ducati in prova? Oltre a decine di aneddoti irresistibili. E quel tizio da Rovigo che mi ha chiesto “ma te che moto hai? Perché vai come un missile” (riposta: tanta esperienza in pista...). Pazzesco. Che fauna... che giornate... che gente!
Dulcis in fundo: presenti anche Marco Lucchinelli e Fausto Ricci. Beh, no, non hanno partecipato all'evento, però li abbiamo incrociati tra un tornante e l'altro... noi con i nostri test e loro con la loro scuola di guida.
E Aliverti? Mitico uomo Motociclismo, tra i capoccia di un colosso come questa rivista... ma seduto tra noi a parlare di moto e motori.
E non dimentichiamo la favolosa location di Villa Stecchini, reggia di Lady Carlotta... una imprenditrice di spicco, una persona deliziosa, un'amica.
Un evento così familiare che la domenica, terzo giorno (con un meteo critico), ho voluto partecipare 'in borghese', senza tuta, senza casco... senza moto ma con molta sete travolta dal fornito bar, dagli efficienti baristi (ciao Franz!).
Non mi va di aspettare un altro anno. Significa invecchiare ancora. La stagione calda è appena iniziata... non possono fare un evento simile da queste parti ogni 20 giorni? Io ed il Motoclub Pompone non aspettiamo altro!
Mettiamolo in chiaro: se gente come quelli di Motociclismo hanno deciso di fare -di nuovo- un evento simile fuori dalla porta di casa mia, significa che -dopotutto- da queste parti possiamo ritenerci fortunati... abbiamo la location e, soprattutto, le strade giuste!
Quattro giorni di test. Tre turni al giorno per ciascuna delle otto categorie, le quali comprendevano dalle otto alle dodici moto. Praticamente il Gardaland del motociclismo. Gardaland? No, Disney World! Un Babbo Natale che viene in giugno con quattro autotreni di regali. La sagra della manetta, il santo patrono della piega, la festa della benzina... una cosa che NESSUN motociclista con un minimo di senno può ignorare.
E c'è di più: diciamocelo, si tratta di un evento per motociclisti fatto da motociclisti... non la solita pallosissima menata super safe, educata. Il solito moto giro di marca dove non passi i 2000 RPM. Qui si prende una moto e si dà del sano gas su e già per le favolose strade che si inerpicano tortuose sulle montagne di questa zona famosa per Grappa e Prosecco, bevande rigorosamente a 100 ottani!
Ed io? Senza un cazzo di rimborso spese del Motoclub (Mr. Pompone... almeno una cena?) al quale appartengo, avidamente e rigorosamente di tasca mia, ho esagerato e cercato di partecipare a quanti più turni il mio (poco) tempo libero possa permettermi...
Alla fine sono quattro, due consecutivi per due dei quattro giorni di Tester Day...
Le categorie?
Il 2 giugno, Streetfighters e All Terrain (Quest'ultima prenotata tipo alle undici di sera del giorno prima, dopo una intensa cena piccante, una bottiglia di vino e varie grappe lubrificanti con gradazione 15W50).
Arrivo in villa. Lascio le scartoffie (avendo partecipato l'anno prima, sapevo come funzionava). Firme. Sguardi poco cavallereschi da motociclista maschio alle bellissime addette... e via dentro il parco chiuso.
Le Streetfighters non offrono le MV Agusta come l'anno scorso, ma bastano Suzuki e Triumph per rendere l'atmosfera eccitante.
Rituale a base di saluti, ciao come va... sei qui anche quest'anno?... e siamo in sella. Il meteo tiene, lo scenario è il monte grappa... e le pieghe sono pazzesche. Qualche neofita non apprezza un certo mio sorpasso ma, hey, io ho esperienza da vendere e lo lascio sbraitare... se non prendo merda dai tester vuol dire che va tutto bene. Io rispetto loro, sono i miei Marshall. E lui? Imparerà. Anzi, credo abbia già imparato qualcosa. Come si piega, per esempio!
Le moto di questa categoria? WOW!
La BMW R 1250 R non mi ha eccitato. Le BMW non lo hanno mai fatto. E non è cambiato nulla. Mi piacciono solo quando le supero. La Speed Triple 1200 è pazzesca nella sua duale anima: la RS è una macchina da passi e tornanti con un cambio divino ed un motore infinito... mentre la sorella RR vorrebbe i cordoli anziché i guard rail. L'Harley Davidson Nighster è la PRIMA Harley che guido in vita mia. Che moto assurda... tra l'altro questa era in versione senza l'optional dei freni! Mi piace pensare che dopo i miei dieci minuti di guida, il peso sia calato... grazie al materiale metallico delle pedane che ho lasciato -per sempre- sui tornanti di Cima Grappa. Però ho condiviso un momento di fratellanza con un trattore: l'ho salutato, due dita fuori... e il tizio sopra quel coso ha risposto! Tra trattori ci si rispetta! La Ducati Diavel? Altra mia prima esperienza. Una moto assurda. Impossibile. Ma reale. Ti ci siedi sopra e non capisci un cazzo. Dov'è l'avantreno? Eppure dopo quattro curve, hai quella dannata saponetta che vuole baciare l'asfalto... pazzesco per una moto da fighetti normalmente comperata da ex-Harleysti! La Tuono V4? Frena così tanto che ti trovi fermo in curva. La Kawa Z900 SE? Ha un motore lascivo al quale piace gridare. La migliore? Per me... la Suzuki GSX-S1000.... che moto! Che motore! Che pieghe! Ma, diciamocelo, io sono di parte... la mia fede è sempre stata a Hamamatsu.
Secondo turno del primo giorno. Queste ALL-TERRAIN. Attendo con impazienza... ma non vedo nessuno in fila... finché arriva quel pazzo di Gabriele, uno dei favolosi tester della rivista; mi chiede se io fossi iscritto al turno. Cazzo, certo che lo sono! “Bene”, mi dice. “Ci sei solo tu! Siamo solo noi 2. Scegli 4 delle 8 moto, facciamo due turni, ci scambiamo le moto a metà turno, invece di un giro di 2 ore ne facciamo due di un'ora”. COSA? Non sono in un gruppo con scambio moto, ma sto per fare un giro sulle MIE strade con un tester di Motociclismo? Cazzo... ho vinto la fottuta lotteria? Dove sono le donnine poco vestite che mi consegnano l'ambito premio mentre l'orchestra suona un inno a caso? WOW! WOW!
Mi dispiace, caro Motociclismo, ma il vostro turno “da tester” si è convertito in un giro in moto poco educato fatto da me e Gabriele... con poi altri dei vostri aggregati desiderosi di pieghe. Le moto scelte? Poca cultura e tanta ignoranza: la Fantic 700, la Guzzi V85TT, la Voge 525 e la KTM 390. Monte Grappa con le prime due, Foza (anche speciale del Rally Città di Bassano) con le seconde. Pieghe da urlo. Derapate illegali. Gli sliders dei miei stivali da buttare... raccolta differenziata, sezione metalli... sono uno sborone e c'ho quelli che fanno le scintille!
Arriva il secondo giorno. Meno clemente per quanto riguarda il meteo... ma le categorie erano molto meno racing e molto più adatte ad ogni condizione di asfalto... sterrato compreso.
Adventure e poi Globetrotter... praticamente una diversa selezione delle stesse moto, quei grossi enduroni stradali e non, moto con le quali guadi i fossi tanto quanto ti ingrani 1000 km di autostrada, puntando a Capo Nord.
La Desert X, cazzo, è una bomba. La Multistrada è onesta, ma la X è illegale. Risveglia il tuo io infantile: con quella moto puoi fare solo bellissime cazzate e, per uno come me, questa è l'unica cosa che conta; se volessi essere civile e politicamente corretto NON andrei certamente in moto, non avrei moto a carburatori o due tempi e -forse- andrei in giro con una cazzo di Tesla o Yaris ibrida; il fatto è che sono un tipo da V8, da carburatori e da ragazzate in moto... e la Desert X si rivela essere il mezzo perfetto. Ma anche la Fantic Caballero 700 non scherza. Anzi… già il giorno prima ho dato ampia dimostrazione delle mia infantilità salendo i tornati del Montegrappa con quell'aggeggio. L'esemplare del nuovo test, tuttavia, aveva un problema. Non si accendeva. Ci sono state SOLO due persone in grado di metterla in moto: io ed un tizio da Rovigo. Perché? È una questione di lingua madre... di intercalare in dialetto veneto! Queste moto le fanno a mezz'ora da casa mia: c'è feeling se lasciamo fuori dal contesto l'educazione della lingua italiana. Due parolacce in lingua 'madre' ed ecco che il motore romba! L'Husqvarna Norden 901, che tanto m'aveva eccitato l'anno scorso, mi ha un po' lasciato indifferente. Non tanto in modo assoluto, ma per il confronto con le concorrenti... Suzuki V-Strom 800DE in primis... una moto con la quale fai dei piegoni indecenti con un passo talmente illegale che sembra impossibile esser sopra all'erede della mitica DR-800. Sorpresa del giorno? L'Harley Davidson Pan America 1250: un bisonte di moto con una maneggevolezza incredibile! Ci sono stati tornanti strettissimi nei quali la Ducati Multistrada V4 ha richiesto il piede a terra... mentre l'Harley ha voluto solo un filo di gas per uscirne con americana esuberanza. E quanto mi sono attaccato al culo dell GS, tipicamente la moto da sboroni di strade di montagna? Vi assicuro che la Pan America è un arma letale... solo che non te ne accorgi fino a quando non ci sali sopra!
La Morini X-Cape ha il mio amore: mi piace stare su quella piccola motina. L'adoro. L'Aprilia Tuareg 660 è puro orgasmo, la Transalp si guida con una facilità incredibile... premi su una pedana e la moto va dove vuoi immediatamente; la Voge Valico non conferma l'esuberante follia della sorella naked, mentre la Guzzi V85 TT rende il mondo un posto molto più bello. La Ténéré 700 esige lo sterrato, la Honda con cambio automatico lascia un po' persi.... manca una leva al manubrio ed una al piede... e a questo non ti ci abituerai mai. La BMW R 1250 GS ha quel cazzo di telelever (o come si chiama il diabolico sistema di sospensioni dell'avantreno BMW... roba concepita dopo troppe birre nel Biergarten sotto casa) che separa il motociclista dalla strada e, scusate amici crucchi, a me questa cosa non va a genio. Sorpresa piacevole? Harley a parte, la Triumph Tiger 1200 GT Pro: che macchina favolosa... che motore e che gusto dinamico!
Oltre alle pieghe, illimitate, alla strada, alle curve, alle moto, alla pioggia? Una galassia di personaggi favolosi. Da quel signore con moglie al seguito che non ho osato sorpassare in quanto adoravo la sua andatura, ai tester di Motocilismo... i quali ci hanno fatto divertire... divertendosi. E Beppe Gualini, eroe dei deserti, uomo Ducati? Sempre presente alla partenza e al ritorno per raccontare le caratteristiche delle varie Ducati in prova? Oltre a decine di aneddoti irresistibili. E quel tizio da Rovigo che mi ha chiesto “ma te che moto hai? Perché vai come un missile” (riposta: tanta esperienza in pista...). Pazzesco. Che fauna... che giornate... che gente!
Dulcis in fundo: presenti anche Marco Lucchinelli e Fausto Ricci. Beh, no, non hanno partecipato all'evento, però li abbiamo incrociati tra un tornante e l'altro... noi con i nostri test e loro con la loro scuola di guida.
E Aliverti? Mitico uomo Motociclismo, tra i capoccia di un colosso come questa rivista... ma seduto tra noi a parlare di moto e motori.
E non dimentichiamo la favolosa location di Villa Stecchini, reggia di Lady Carlotta... una imprenditrice di spicco, una persona deliziosa, un'amica.
Un evento così familiare che la domenica, terzo giorno (con un meteo critico), ho voluto partecipare 'in borghese', senza tuta, senza casco... senza moto ma con molta sete travolta dal fornito bar, dagli efficienti baristi (ciao Franz!).
Non mi va di aspettare un altro anno. Significa invecchiare ancora. La stagione calda è appena iniziata... non possono fare un evento simile da queste parti ogni 20 giorni? Io ed il Motoclub Pompone non aspettiamo altro!
Sunday, January 29, 2023
MOTOWINTER!
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January 29th: we had a meeting up there the the Pompone Motoclub, the mighty MOTOWINTER Met friends, saw faces, had lunch, had fun. And, above all, enjoyed another winter ride! |
29 Gennaio: avevamo il mitico MOTOWINTER su al Pompone. Ho incontrato amici, visto facce note, mangiato, mi sono divertito. Ma, soprattutto, mi sono gustato un'altro giro in moto invernale! |
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BLA BLA BLA,
MOTOCLUB,
MOTOWINTER,
POMPONE,
WINTER RIDING
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Sunday, October 25, 2020
Autumn and its magic colors
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The cold season showed up in advance... but then it left, leaving us with the lovely feeling of the autumn, with a sun still delivering warmth... and those colors telling us the season is coming to an end, but gifting us with something full of magic. Had a ride today. And I just left my inner self getting absorbed by that true magic. Come on, join me... |
La stagione fredda ha fatto capolino, quasi in anticipo, ma poi se ne è andata, lasciandoci con quella sensuale sensazione autunnale, con un sole ancora capace di trasmettere calore... e quei colori impegnati a ricordarci che la stagione sta finendo, ma anche capaci di regalarci qualcosa pieno di magia. Sono uscito in moto oggi, lasciando che quella vera magia si assorbisse il mio IO più interiore. Venite con me... |
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AUTUMN,
BLA BLA BLA,
COVID19TALES,
LESSER TITANIUM,
MY WAY,
PICTURES,
POMPONE
No comments:
Monday, July 27, 2020
TEST RIDE: Royal Enfield, Yamaha & Suzuki. Con il collaudatore più giovane!
Tanto
(troppo) tempo fa, quando avevo 7-8 anni di età, il mio rapporto con
le moto era di... paura.
Forse
era il rumore, non me lo ricordo. Poi le cose cambiarono un bel po',
considerando la mia successiva e tutt'ora attivissima vita su due
ruote.
Belongs to
BLA BLA BLA,
MOTOCLUB,
MY WAY,
POMPONE,
TEST RIDES
No comments:
Monday, December 8, 2014
Friday, April 11, 2014
MOTOCLUB POMPONE: Visita alla IMASAF (4.4.2014)
IMASAF:
ovvero le marmitte made in Italy, made in Veneto. Marmitte che escono
in plotoni di 7000 al giorno, da un campo base esteso su 50000 metri
quadri (coperti). Credevo di non farcela, ma alla fine ritaglio il
tempo da una agenda fitta di impegni e mi avvio, per mio conto, verso
lo storico stabilimento di Cittadella. Arrivo, entro nel parcheggio e
vedo un manipolo di personaggi abbigliati come se dovessero andare in
moto (di fatto... erano in moto... e anche di tipologia molto
variegata) verso mete lontane, lontanissime. Di fatto la cosa ha
senso: camminare da una punta all'altra dello stabilimento IMASAF è
un meta non certo vicina. L'incaricato ci accoglie. Non so se è un
infiltrato del Pompone alla IMASAF o un infiltrato della IMASAF al
Pompone. Ma gira con una Ducati, e veste Pompone. A dire il vero
praticamente tutti i partecipanti vestono con merchandising Pompone
oppure Ducati. C'è anche un Aprilia, sempre Made In Italy. Se devo
essere sincero c'è anche un rompiscatole con abbigliamento Suzuki
Superbike (io), ma la componente eterogenea è sempre stato il punto
forte del Pompone. Anche il range di età è molto eterogeneo, e
spazia da motostudenti a motopensionati. Inizia la visita. In uno
stabilimento che è palesemente a norme con tutto, ci sono regole da
rispettare, percorsi da seguire. Il nostro anfitrione si impegna a
farcele notare, per la nostra sicurezza. Mille cartelli avvisano di
tutti i pericoli di una industria che lavora i metalli... e mi fa
sorridere il cartello “vietato fumare” in un posto che costruisce
tubi per farci passare dentro... dei fumi. Lo stabilimento è un via
vai di carrelli elevatori, i quali corrono come pazzi.
Mi viene garantito che il limite di velocità di 10Kmh viene rispettato (bugia...), e che non c'è competizione tra gli incaricati (davvero?). IMASAF ha una produzione immensa. Ci viene mostrato tutto: dal pezzo di metallo, fino all'impianto di scarico completo. E' interessante vedere uomini e macchine al lavoro assieme: cura umana e precisione dei robots. Molti vogliono approfondire, e porgono domande anche estremamente tecniche. C'è interesse, un interesse che viene da curiosità, conoscenza, passione, fanatismo. Nel caso di quest'ultimo elemento, giuro c'è gente che ha completato la visita convinto che la marmitta per una qualsiasi
utilitaria tedesca possa essere facilmente -e con successo- adattata al vecchio Guzzi che attende in garage la bella stagione. Gente pronta a firmare un ordine pur di aggiungere del made in Italy ad altro made in Italy. La visita prosegue: dal taglio e gestione metalli, fino alla vera e propria costruzione degli impianti di scarico. Sezione saldature, dove ci sono due motivi di vanto della realtà Veneta: il complesso ed invidiato sistema di saldatura robotizzato, e quello umano, dove addetti esperti si occupano di un lavoro artigianale per serie limitate, realizzato nel bel mezzo di una realtà industriale avanzata. Questo avvalorare la mano dell'uomo, in mezzo ad un tripudio di robots, è lodevole, ed è un concetto che si legge sulla faccia dei dipendenti. Certo, era venerdì pomeriggio, ma non si vedeva gente triste o annoiata da un lavoro pesante e/o ripetitivo. Anzi. Ogni operatore era sorridente al nostro passaggio. Alcuni di noi si intrattenevano con questi indaffarati incaricati, i quali erano felici di rivelare qualche piccolo segreto degli incarichi a loro assegnati. Un ambiente che ispira passione ed armonia, un ambiente dove sembra che ogni dipendente ami lavorare nel posto a lui assegnato. Pensate che nel parcheggio dei dipendenti ho notato più di un'auto con gadget dell'azienda esposti sul pianale... Tra un carrello elevatore in derapata e l'altro in accelerazione brutale, spuntano quelli targati Pompone. Pure la bicicletta del manutentore è targata Pompone, e vanta un impianto di scarico racing. Si arriva al magazzino. Metri e metri di scaffali, infiniti modelli e tipi di prodotto catalogati, pronti alla consegna. Uno spazio immenso, senza limite, dove ancora una volta uomo e macchina convivono. IMASAF non è un produttore locale. Oltre a servire il mercato aftermarket dei ricambi (e quindi producendo impianti di scarico per qualsiasi veicolo), è fornitore delle installazioni di serie di Iveco e gruppo Volkswagen-Audi. Quando sentite quelli che si vantano di compare Tedesco, in realtà comprano anche a Cittadella. Ci sono brevetti interessanti in IMASAF, unici, come ad esempio il filtro anti particolato lavabile. Impianti di scarico creati per gestire l'eterno problema dei motori: l'inquinamento ed il suono. Impianti di scarico che spesso sono ignorati, ma che sono colonna portante di un veicolo fedele alle omologazioni moderne (siamo arrivati a supporre che prima IMASAF fa la marmitta e poi ci si costruisce attorno la vettura). Molti di noi, però, costruirebbero una vettura attorno all'impianto di scarico esposto in reception, ovvero quello di un'auto di Formula 1 (Benetton ai tempi di Fisichella), un autentico capolavoro. Rituale fotografico, scherzi, battute, camminata veramente lunga (andata e ritorno): due ore abbondanti di passione e cultura industriale. Qualcuno che ho incontrato mi ha espresso il suo parere, ovvero che questi prodotti li fanno anche in Cina, con un quinto del costo. Vero, è stata la mia risposta, ma -con molta fortuna- con solo un decimo della qualità. E certamente senza un minimo termine di paragone per quanto riguarda il livello di capacità evolutiva e di passione umana dimostrata da realtà come questa.
Mi viene garantito che il limite di velocità di 10Kmh viene rispettato (bugia...), e che non c'è competizione tra gli incaricati (davvero?). IMASAF ha una produzione immensa. Ci viene mostrato tutto: dal pezzo di metallo, fino all'impianto di scarico completo. E' interessante vedere uomini e macchine al lavoro assieme: cura umana e precisione dei robots. Molti vogliono approfondire, e porgono domande anche estremamente tecniche. C'è interesse, un interesse che viene da curiosità, conoscenza, passione, fanatismo. Nel caso di quest'ultimo elemento, giuro c'è gente che ha completato la visita convinto che la marmitta per una qualsiasi
utilitaria tedesca possa essere facilmente -e con successo- adattata al vecchio Guzzi che attende in garage la bella stagione. Gente pronta a firmare un ordine pur di aggiungere del made in Italy ad altro made in Italy. La visita prosegue: dal taglio e gestione metalli, fino alla vera e propria costruzione degli impianti di scarico. Sezione saldature, dove ci sono due motivi di vanto della realtà Veneta: il complesso ed invidiato sistema di saldatura robotizzato, e quello umano, dove addetti esperti si occupano di un lavoro artigianale per serie limitate, realizzato nel bel mezzo di una realtà industriale avanzata. Questo avvalorare la mano dell'uomo, in mezzo ad un tripudio di robots, è lodevole, ed è un concetto che si legge sulla faccia dei dipendenti. Certo, era venerdì pomeriggio, ma non si vedeva gente triste o annoiata da un lavoro pesante e/o ripetitivo. Anzi. Ogni operatore era sorridente al nostro passaggio. Alcuni di noi si intrattenevano con questi indaffarati incaricati, i quali erano felici di rivelare qualche piccolo segreto degli incarichi a loro assegnati. Un ambiente che ispira passione ed armonia, un ambiente dove sembra che ogni dipendente ami lavorare nel posto a lui assegnato. Pensate che nel parcheggio dei dipendenti ho notato più di un'auto con gadget dell'azienda esposti sul pianale... Tra un carrello elevatore in derapata e l'altro in accelerazione brutale, spuntano quelli targati Pompone. Pure la bicicletta del manutentore è targata Pompone, e vanta un impianto di scarico racing. Si arriva al magazzino. Metri e metri di scaffali, infiniti modelli e tipi di prodotto catalogati, pronti alla consegna. Uno spazio immenso, senza limite, dove ancora una volta uomo e macchina convivono. IMASAF non è un produttore locale. Oltre a servire il mercato aftermarket dei ricambi (e quindi producendo impianti di scarico per qualsiasi veicolo), è fornitore delle installazioni di serie di Iveco e gruppo Volkswagen-Audi. Quando sentite quelli che si vantano di compare Tedesco, in realtà comprano anche a Cittadella. Ci sono brevetti interessanti in IMASAF, unici, come ad esempio il filtro anti particolato lavabile. Impianti di scarico creati per gestire l'eterno problema dei motori: l'inquinamento ed il suono. Impianti di scarico che spesso sono ignorati, ma che sono colonna portante di un veicolo fedele alle omologazioni moderne (siamo arrivati a supporre che prima IMASAF fa la marmitta e poi ci si costruisce attorno la vettura). Molti di noi, però, costruirebbero una vettura attorno all'impianto di scarico esposto in reception, ovvero quello di un'auto di Formula 1 (Benetton ai tempi di Fisichella), un autentico capolavoro. Rituale fotografico, scherzi, battute, camminata veramente lunga (andata e ritorno): due ore abbondanti di passione e cultura industriale. Qualcuno che ho incontrato mi ha espresso il suo parere, ovvero che questi prodotti li fanno anche in Cina, con un quinto del costo. Vero, è stata la mia risposta, ma -con molta fortuna- con solo un decimo della qualità. E certamente senza un minimo termine di paragone per quanto riguarda il livello di capacità evolutiva e di passione umana dimostrata da realtà come questa.
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