![]() |
| Chimera, Lucchinelli e Pomponi vari... |
Monday, August 18, 2014
ADRIA 13.8.2014. Il ritorno. I am back!
Friday, June 27, 2014
Back to where I belong(ed) / Torno a ciò che appartengo (appartenevo)
So. After some 8 months of complete lack of activity (motorcyling, sports of any kind), after having parted ways with my belonged GSXR 666, after a lot of shit and crap, I got back on the saddle the old ancient 937, ofcourse having done a very proper and complete service (including suspensions job). |
Bene. Dopo circa 8 mesi di totale mancanza di attività (moto, qualsiasi sport), dopo aver dato l'addio alla mia amata GSXR 666, dopo un sacco di merda e rogne, sono tornato in sella, con la vecchia -antica- 937, non prima di aver fatto un tagliando completo, compresa la rigenerazione delle sospensioni. |
- Rolle
- Valles
- San Pellegrino
- Manghen
Friday, April 11, 2014
MOTOCLUB POMPONE: Visita alla IMASAF (4.4.2014)
Mi viene garantito che il limite di velocità di 10Kmh viene rispettato (bugia...), e che non c'è competizione tra gli incaricati (davvero?). IMASAF ha una produzione immensa. Ci viene mostrato tutto: dal pezzo di metallo, fino all'impianto di scarico completo. E' interessante vedere uomini e macchine al lavoro assieme: cura umana e precisione dei robots. Molti vogliono approfondire, e porgono domande anche estremamente tecniche. C'è interesse, un interesse che viene da curiosità, conoscenza, passione, fanatismo. Nel caso di quest'ultimo elemento, giuro c'è gente che ha completato la visita convinto che la marmitta per una qualsiasi
utilitaria tedesca possa essere facilmente -e con successo- adattata al vecchio Guzzi che attende in garage la bella stagione. Gente pronta a firmare un ordine pur di aggiungere del made in Italy ad altro made in Italy. La visita prosegue: dal taglio e gestione metalli, fino alla vera e propria costruzione degli impianti di scarico. Sezione saldature, dove ci sono due motivi di vanto della realtà Veneta: il complesso ed invidiato sistema di saldatura robotizzato, e quello umano, dove addetti esperti si occupano di un lavoro artigianale per serie limitate, realizzato nel bel mezzo di una realtà industriale avanzata. Questo avvalorare la mano dell'uomo, in mezzo ad un tripudio di robots, è lodevole, ed è un concetto che si legge sulla faccia dei dipendenti. Certo, era venerdì pomeriggio, ma non si vedeva gente triste o annoiata da un lavoro pesante e/o ripetitivo. Anzi. Ogni operatore era sorridente al nostro passaggio. Alcuni di noi si intrattenevano con questi indaffarati incaricati, i quali erano felici di rivelare qualche piccolo segreto degli incarichi a loro assegnati. Un ambiente che ispira passione ed armonia, un ambiente dove sembra che ogni dipendente ami lavorare nel posto a lui assegnato. Pensate che nel parcheggio dei dipendenti ho notato più di un'auto con gadget dell'azienda esposti sul pianale... Tra un carrello elevatore in derapata e l'altro in accelerazione brutale, spuntano quelli targati Pompone. Pure la bicicletta del manutentore è targata Pompone, e vanta un impianto di scarico racing. Si arriva al magazzino. Metri e metri di scaffali, infiniti modelli e tipi di prodotto catalogati, pronti alla consegna. Uno spazio immenso, senza limite, dove ancora una volta uomo e macchina convivono. IMASAF non è un produttore locale. Oltre a servire il mercato aftermarket dei ricambi (e quindi producendo impianti di scarico per qualsiasi veicolo), è fornitore delle installazioni di serie di Iveco e gruppo Volkswagen-Audi. Quando sentite quelli che si vantano di compare Tedesco, in realtà comprano anche a Cittadella. Ci sono brevetti interessanti in IMASAF, unici, come ad esempio il filtro anti particolato lavabile. Impianti di scarico creati per gestire l'eterno problema dei motori: l'inquinamento ed il suono. Impianti di scarico che spesso sono ignorati, ma che sono colonna portante di un veicolo fedele alle omologazioni moderne (siamo arrivati a supporre che prima IMASAF fa la marmitta e poi ci si costruisce attorno la vettura). Molti di noi, però, costruirebbero una vettura attorno all'impianto di scarico esposto in reception, ovvero quello di un'auto di Formula 1 (Benetton ai tempi di Fisichella), un autentico capolavoro. Rituale fotografico, scherzi, battute, camminata veramente lunga (andata e ritorno): due ore abbondanti di passione e cultura industriale. Qualcuno che ho incontrato mi ha espresso il suo parere, ovvero che questi prodotti li fanno anche in Cina, con un quinto del costo. Vero, è stata la mia risposta, ma -con molta fortuna- con solo un decimo della qualità. E certamente senza un minimo termine di paragone per quanto riguarda il livello di capacità evolutiva e di passione umana dimostrata da realtà come questa.
Wednesday, February 12, 2014
Ciao Mamma!
| Almost fixed my issues, looking forward to the next season, I came to know something funny. My mother, who entered the digital world a couple of months ago, is reading this blog! If I had, I'd put a pic of her on my father's Lambretta back in the 60s, but I've not. So, well, dear Mom, this is the guy you spawned... in his natural habitat | Quasi guarito dalle ferite, in attesa della nuova stagione, vengo a conoscenza di una notizia divertente. Mia madre, che è entrata nel mondo digitale un paio di mesi fa, legge questo blog! Se ce l'avessi sotto mano, pubblicherei una foto di lei sulla lambretta di mio padre negli anni 60, ma non la trovo. Quindi, beh, cara Mamma, questo è il tizio che hai creato... nel suo habitat naturale... |
Thursday, January 2, 2014
Still licking my wounds / Leccandomi ancora le ferite
|
Happy new year. Still dealing with my wounds after the crash I had. Still chest pain, still hands in trouble, and my neck is close to clinical death... Happy new year... |
Buon anno. Sono ancora impegnato con le conseguenze dell'incidente. Ho ancora dolore alle costole, un le mani con problemi, il mio collo mi sta facendo impazzire e ho potenti giramenti di capo... Buon anno.... |
Thursday, November 7, 2013
She's gone.
|
A mixed range of feelings is drifting my mind away. Yesterday, November 6th, I parted ways from my beloved Fujico, the mighty GSXR600, the evil machine showing off that 666, the number of the beast. I owned her during four seasons. I cannot count the amount of laps I had, the races, the incredible amount of slick tires I abused... I once thought how tall the tires I killed would reach if piled one over the others. A two or three-story building high? :-) Had endless corners. Riding her I dragged tons of sliders. Burned tanks of high octanes gasoline... had legendary races, sessions, track days and lap times. Been in some great racetracks, like Grobnik (Rijeka, Croatia), Salzburgring (Salzburg, Austria), Le Luc (Provence, France), Adria (North east Italy)... I sold it because life goes on. I need to recover from my crash on the 125cc, wanting to take a break from race track action, thinking go try out off road. I am not sure what I will do, but surely I saw a young guy that wants to truly enjoy racetrack, with a fun bike that offers confidence and great action. Kinda like me when I got her. I hope he will love her as much as I loved it, and that he will have endless fun! Goodbye Fujico! |
Un mix di emozioni mi stanno occupando la mente Ieri, 6 Novembre, mi sono separato dalla mia cara Fujico, la mitica GSXR600, quella con il malvagio numero 666, il numero della bestia. L'ho avuta per quattro stagioni. Non posso contare il numero immenso di giri di pista che ci ho fatto sopra, le gare, l'incredibile quantità di gomme slick delle quali ho abusato. Una volta ho pensato a quanto alte sarebbero tutte queste gomme che ho torturato se fossero impilate una sopra l'altra. Un edificio di due o tre piani? :-) Ci ho percorso una infinità di curve. Sopra di lei ho devastato tonnellate di saponette. Bruciato cisterne di benzina ad alto numero di ottani... preso parte a mitiche gare, sessioni, giornate in pista e marcato un sacco di tempi sul giro. Sono stato in piste mitiche, quali Grobnik (Rijeka, Croazia), Salzburgring (Salisburgo, Austria), Le Luc (Provenza, Francia), Adria (Nord Est Italia)... L'ho venduta perché la vita va avanti. Devo recuperare dal mio incidente con la 125cc, voglio una pausa dall'attività in pista, sto pensando pure allo sterrato. Non so bene cosa farò, ma sicuramente ho avuto il piacere di vedere un ragazzo giovane che vuole divertirsi per davvero in pista, con una moto divertente che offra confidenza e azione. Praticamente com'ero io quando la presi. Spero l'ami come l'ho amata io, e che si diverta tantissimo! Addio Fujico! |
Monday, November 4, 2013
Licking my wounds / Leccandomi le ferite
|
Wondering where I've been? Me too. Sometime I just cannot remember it. Anyway by the end of September I had my last race in Rijeka. Been there, done that. I didn't placed greatly but everything was smooth and ok. I wasn't in the real mood, like I almost didn't go to the event, you know. Not the best season of my life, needing a break (I am even selling the race bike). The day was great anyway, and at a certain point I hopped on those lovely 125cc we have there to train people. Had one good section, the had another. At 3rd lap, turn 6, I am left with a memory about some issue on the gas throttle, me not being able to release it before braking. Next memory is me laying down in a clinic, not really understanding what happened. Then the next: in the hospital, where slowly I got back to understanding that I crashed. To make a long story short: 4 ribs broken, a massive hit on the head, with my helmet showing it clearly. Bruises somewhere despite having full leather (that did its job!). 7 fractures in my hands. Almost one month and a half after the crash, I still got issue on ribs, still with disturbing issues on my hands. Still forgetting stuff, like... well... who am I and why the fuck am I writing this blog? :-) Shit happens, but let me tell the truth: if you crash at the speed I did on an open road, you won't be typing a blog afterward. Somebody would do that, and they'd write about another one that passed away. That's it. Be careful on the street. For reaching your limits? RACETRACK only!!! |
Vi siete chiesti dove sono stato? Pure io. E a volte nemmeno me lo ricordo. Comunque verso la fine di Settembre sono andato a fare la mia ultima gara a Rijeka. Gara fatta, tutto ok. Non mi sono qualificato benissimo, ma tutto è andato bene. Non ero dell'umore giusto, tanto che quasi manco ci andavo a questo evento, roba di sensazioni. Non è stata nemmeno una bella stagione, avevo bisogno di una pausa (ed infatti sto vendendo la moto da pista). La giornata è stata intensa e bella comunque, ed ad un certo punto sono salito su quella divertentissima 125cc, una di quelle che abbiamo li per insegnare alla gente, per far loro provare la pista. Mi sono fatto una sessione bellissima, e poi me ne sono fatta un'altra. Al terzo giro, curva 6, sono rimasto con il ricordo di un problema con l'acceleratore che non si chiudeva prima di frenare. Il successivo ricordo è relativo all'essere disteso in una clinica, senza sapere bene che diavolo era successo. Poi altro ricordo: in ospedale, dove lentamente sono riuscito a capire che mi ero steso. Per farla corta: 4 costole fratturate, un gran trauma cranico, con il mio casco che lo dimostra chiaramente. Abrasioni varie nonostante la tuta (che ha fatto il suo lavoro!). 7 fratture alle mani. Ed ora, quasi un mese e mezzo dopo l'incidente, ho ancora noie alle costole, e problemi alle mani. E continuo pure a dimenticarmi cose, come... insomma... chi sono io e per quale cazzo di motivo sto scrivendo questo blog? :-) Cose che succedono. Ma lasciatemi dire una cosa: se fate un incidente per strada, alla velocità che sono andato giù io, non scriverete in un blog dell'accaduto. Qualche altro lo farà per voi, e scriverà di un altro morto in moto sulle strade. E' così, punto e basta. State attenti per strada. Per sfogarvi? SOLO PISTA! |
| She walked out in a much better shape than me... |
....Lei se l'è cavata con meno danni di me... |
Tuesday, September 3, 2013
WE ARE BACK.
| "Culo Di Titanio". Titanium Ass. The name of this blog I forged to better describe what used to be my riding style: doing as many km, across as many mountain passes, with the minimum amount of breaks in one day (or afternoon). No restaurant stops. No coffee breaks. No glorious stops on top of each conquered pass. Just full riding time.
That was the idea that lead us to do the famous Culo Di Titanio ride, that in 2009 saw us doing 1110km in about 19 hours across 30 passes avoiding carefully any speedway, main road, motorway.
If you check my blog from now back to 2010, you won't see much of this. It's mostly racetrack riding and garage sessions to get ready for next track day. We kinda lost the feeling to ride on the street. On my previous entry I already showed we were back on the street, or better, back home. Now we pushed it a little and resumed our way to mean riding. So few days ago we decided to go. Hopping on the saddles quite late in the morning (say 10:30 or 11:00) we left with the sole purpose of riding. We had couple of stops on the first couple of passes, as we weren't firing on all the cylinders yet. But then we went on. Our riding mode activated and we did some 400km across 9 passes, like that... just for the sake of it, without plan, without much thinking. And we were back by dinner time, relaxed and not tired at all. We're back! | Culo di Titanio. Il nome di questo blog che coniai per descrivere al meglio quello che è stato il mio modo di andare in moto: fare più km possibili, su il massimo di passi di montagna, con il minimo numero di soste in un singolo giorno (o pomeriggio). Niente soste ai ristoranti. Niente pause caffè. Nessuna sosta gloriosa in cima ad ogni passo conquistato. Solo tempo pieno in sella.
Questa fu l'idea che ci porto a fare il famoso Culo Di Titanio che nel 2009 ci vide percorrere 1110km in circa 19 ore, attraverso 30 passi, evitando con cura ogni strada principale, tangenziale, autostrada.
Se date un'occhiata al mio blog indietro fino al 2010, non troverete molto di questo tipo di uscite. C'è quasi solo pista e lavori in garage per prepararsi alla prossima uscita in pista. Abbiamo in un certo senso perso il feeling di guidare su strada. Nel mio precedente articolo vi ho mostrato che eravamo comunque tornati su strada, o meglio, tornati a casa. Ora ci siamo spinti leggermente oltre ed abbiamo ripristinato il nostro modo di intendere l'andare in moto. Quindi qualche giorno fa abbiamo deciso di partire. Siamo saliti in sella abbastanza tardi, verso le 10:30 o 11:00 del mattino, partendo con l'intenzione di fare strada. Ci siamo fermati un paio di volte sui primi due passi, in quanto non eravamo ancora carburati. Ma poi ci siamo lasciati andare. Si è attivato il nostro stile e abbiamo percorso circa 500km su 9 passi, così, tanto per fare, senza pianificare, senza pensarci su molto. Ed eravamo comodamente a casa per cena, rilassati e non affatto stanchi. Siamo tornati! |
|
Here our lovely route: -Mis Valley -Forcella Aurine -Duran Pass -Staulanza Pass -Giau Pass -Falzarego Pass -Costalunga Pass -Lavaze Pass -Manghen Pass Anyway, I cannot stop taking pictures. It's in me, you konw? It's like I wanna some reminders of the emotions I feel. So I got few... |
Ecco il nostro giretto: -Valle Del Mis -Forcella Aurine -Passo Duran -Passo Staulanza -Passo Giau -Passo Falzarego -Passo Costalunga -Passo Lavazè -Passo Manghen Comunque, non posso fare a meno di fare foto. E' dentro di me. E' come se volessi in qualche modo prendere appunti delle emozioni che provo. Quindi eccone alcune... |
| And, there are pictures you simply cannot fucking take. Like this Hayabusa (yes, it's a Hayabusa...) in a ancient Egypt savour. Power to awaken mummies... | E poi, ci sono foto che semplicemente non puoi non scattare cazzo! Come questa Hayabusa (Si, è una Hayabusa...) in sapore antico Egitto. Potenza che sveglia le mummie... |




