Monday, August 18, 2014

ADRIA 13.8.2014. Il ritorno. I am back!


Tutto nasce dal forum del Pompone. Non ho tempo per seguirlo e spesso gli argomenti sono relativi a incontri sociali ai quali non ho tempo di partecipare o relativi a moto di modelli che non posseggo con problemi ai quali non saprei dare soluzioni. Ma a volte apro l'iPhone e guardo cosa succede, tanto per non restare fuori dal mondo, e spesso bazzico nella sezione Squadra Corse. Casualmente un mesetto fa apro e mi trovo un argomento dal titolo interessante: “Chimera Test Track Pompone”. Test track? Mi interessa! Leggo, valuto, e vedo che un tal Rolik42, persona che non conosco, ha costruito la sua moto... l'estremo “anti-produzione”: non c'è quello che voglio sul mercato? Me lo costruisco! Sinceramente non so di cosa si parla, ma vedo che un manipolo di personaggi -frequentatori di autodromi e non- si mette in lista. Ci sono amici carissimi che non frequentano la pista, ma che amano le moto in maniera assoluta (nick name? Testagrossa e Desmosecco, tanto per non intuire cosa cavalcano), ma anche “rivali” noti delle giornate racing del pompone. Wow, c'è anche un personaggio -il Conte- che conobbi proprio ad Adria alcuni anni fa (quindi un ritorno alle origini, giusto?) e pure l'mh900e, mio eterno amico e rivale nelle competizioni a Rijeka del Trofeo Pompone. E poi? Un gruppo di “guardoni”, personaggi che si fanno la strada fino ad Adria solo per guardarci, per chiacchierare, divertirsi. La cosa non ha prezzo!

Io ci penso, e mi metto in lista. Cosa mi importa? Non ho più la moto da pista -e la cosa mi fa soffrire molto- e sono assente dall'asfalto tra i cordoli da quasi un anno causa devastazione … proprio in autodromo. Decido di caricare la mia antica moto stradale, la 937, sul carrello ed andare all'evento, senza impegno, senza pretese, con gomme stradali, specchi, fari, frecce e pure avvisatore acustico. Forse avevo anche la tuta anti pioggia sotto la sella.

Sono in un periodo nero, che forse è solo nella mia testa: non sto usando la moto, non ho tempo, davvero, non ho tempo per nulla …. il lavoro, la famiglia, i soliti problemi di una solita persona in una solita vita. Ma è praticamente ferragosto! Che venga spento il telefono e si dia il semaforo verde all'amicizia. Tanto, con questi personaggi, mica si può parlare di politica no? Tanto meno di lavoro! Non certo nel paddock! Alla peggio chiacchiero con i guardoni, giusto?

Arrivo ad Adria. Mi rendo conto subito che 1:ci sono anche moto in prova (MV, intera gamma) e che 2:i tester sono due personaggi noti: Lucchinelli e Ricci. Oh no. Ma voi sapete quante giornate e quintali di gomme (ed ettolitri di benzina 100 ottani) che io ho bruciato -in passato- dentro questo autodromo in compagnia di questi due loschi individui? Pazzesco. E' un ritorno a casa! Parcheggio l'auto, nemmeno scarico la moto: mi infilo subito nel paddock dell'MV, dove la sintonia mentale (deviata) tra me e Lucky è immediata; si da inizio ad una serie di battute che faranno da filler per l'intera giornata. E senza contare che poi si aggiunge pure Maida...

Ma dov'è questo Rolik42? Alla fine mi torna la memoria (ho vuoti, sapete, il sopra citato incidente...) e ricordo che con Rolik42 mi scambiai delle missive... lui era un musicista (ed io scrivo di musica)... e diventa interessante il fatto che finalmente ci si incontra. E' un tizio al quale, tra poco, dovrò MOLTO.

Ci incontriamo (quando esce dalla sua sessione) e entriamo subito in sintonia. Simpatia immediata. Io intanto faccio dei giretti con al mia moto, sento quel feeling “qui è casa” girando la pista e vedendo riferimenti noti... ma non mi diverto. Anzi, mi stanco, non mi piace, non sono con la moto che vorrei, non posso fare ciò che vorrei, non mi sento sicuro: ho degli standard di guida in autodromo che ormai si applicano solo ad un mezzo appropriato, dedicato.

Nel frattempo faccio una sessione con l'MV Tre Cilindri. Sostanzialmente è una “600”, ed essendo quella la categoria che mi interessa, non perdo l'occasione di farmi 15 giri con Ricci come apri pista. Lo dico anche a Lucchinelli: nessuno pensa che non sono quelle pochissime decine di Euro che si pagano per provare una moto nuova. Non è quella la vera cosa. Il vero valore “dell'investimento” è poter farti 15 giri con un pilota che ha corso il motomondiale, uno di quelli per i quali la gente tifa o ha tifato. Un appartenente al quel mondo leader dietro al quale veniamo tutti noi, con le nostre giornate in pista, le nostre garette sociali, le nostre sfide fai da te, i nostri pomeriggi davanti alla TV in occasione della gara. Quanta gente al mondo, magari tra 20 anni, potrà dire “mi sono fatto un giro di pista con Marquez o Rossi, e mi sono pure fermato a chiacchierare dentro il paddock?”. Ricci e Lucchinelli sono i Marquez, i Lorenzo, i Rossi, i Pedrosa che avremo tra 20-30 anni, quelli che non correranno più ma che continueranno ad amare le moto, e che oggi sono disposti a dispensare consigli gratuiti per far si che tutti noi, comuni mortali, possiamo divertirci di più, girare più velocemente (è quello che tutti noi vogliamo, no?) … e pure... scusate se è poco... farlo cercando di portare a casa le ossa intere. Per poter tornare la volta dopo.

La mia sessione MV è sfortunata. Non solo uno tenta di stendere Ricci (che abilmente lo evita, garantisco... ho visto la scena in prima fila... che se non c'era Ricci ci sarebbero state due moto distrutte, e due uomini a terra... magari non proprio in buone condizioni), ma io perdo la saponetta dopo il primo giro. Evito di disturbare Ricci, di fermarlo... decido di seguirlo e imparare ancora di più, anche se Adria la conosco molto bene. Ma, come poi conferma Lucchinelli, girare senza le protezioni non vuol dire “non gratto la saponetta”, in verità vuol dire “non ho più il riferimento di dove sono”. E' uno schifo. Mi viene offerto un ulteriore test (grazie per la gentilezza ragazzi!)... che però viene vanificato da temporale quotidiano che arriverà nel pomeriggio. Ma non è un problema. Ho capito che moto è, e tornerò a provarla accuratamente (con la saponetta!).

Ma per cosa ero ad Adria? Amici... ok ci sono, e ci divertiamo un sacco senza impegnarci eccessivamente. Ma non c'era quella Chimera? Che roba è?
Sintetizzo: la moto che Rolik42 si è costruito è un telaio Aprilia 250, con un bicilindrico Suzuki 650 trofeo, e un po' di altri pezzettini speciali. Studiata molto bene (il serbatoio è l'aribox, il vero serbatoio è ubicato altrove, ed in un punto ottimale per i pesi), monta slick Bridgestone (quelli che io adoro), ed è un collage estetico in continua evoluzione; vanta soluzioni tecniche molto, molto interessanti. Un giocattolo perfetto.

Rolik42 me la offre. Decido, scazzato come sono, di farci un giretto tranquillo, tanto per avere materiale per il presente articolo, tanto per riempire il giornalino del motoclub.
Faccio il primo giro e sento qualcosa, ma porto rispetto e cerco di capire che lavoro ha fatto Rolik42: dopotutto le sue interminabili ore di lavoro in garage durante l'inverno rivelano la loro bontà in meno di un minuto e mezzo, il tempo sul giro tranquillo dentro quella pista.
Avevo promesso due o tre giri, ma sono già al secondo. E scatta un meccanismo. Mi sento di essere dove voglio essere, sento che torno ad essere quello che sono, sento che si disattivano pensieri, preoccupazioni, cose negative, assurdità mentali... mentre il bicilindrico mi avvisa che poco sopra ai diecimila lui si spegne (sono abituato alle quattro). Terzo giro. La mia mente commuta. Altra dimensione. Quella alla quale appartengo. Devasto un mille, il tipo impegnatissimo, potenza mostruosa (la Chimera ha 70 cavalli....) sparisce dietro di me. Ne ingoio un'altro in staccata nelle ultime due curve a sinistra. Un 600 prova a passarmi all'esterno prima del rettilineo, ma la Chimera non pesa assolutamente nulla, ed inoltre, a dire di Rolil42, è “elettrica”: c'è tutto e subito, disegno una traiettoria stretta, poco efficace con moto che necessitano giri alti, e lo saluto... riuscendo a tenermelo dietro anche a fine rettilineo (il nuovo rettilineo di Adria è più corto, avere giri motore non serve quasi più a nulla, tranne con rapporti cortissimi). Rolik42 mi sta guardando. Non l'ho visto (io vedo contagiri e cupolino, il resto non esiste quando corro... e non stavo più provando la moto di un amico, stavo correndo), ma l'ho percepito. Successivamente mi racconta che un altro 600, un GSXR, cercava di passarmi... (non me ne sono accorto) e lui sperava -pregando qualsiasi cosa poteva pregare- che il tipo non mi attaccasse. Rolik42 aveva capito tutto: se quello mi si avvicinava io non rientravo in una dimensione umana, quella che mi ha fatto capire che ci stavo dando troppo (considerando anche un anno di mancanza di attività e la moto non mia...), e che -forse- era meglio mollare, alzare la manina, e passeggiare la Chimera in pitlane verso il paddock.

La moto è stupenda. Giusto per non dare troppo piacere a Rolik42 (sono una persona spregevole!) ho osato dirgli che ha un solo difetto: è brutta. Ma ho mentito. E' un giocattolo grazioso e decisamente aggressivo. Me la immagino a Le Luc in Francia, una pistina lunga come Adria che però giri tranquillamente impiegandoci trenta secondi in meno.

Provo riconoscenza per Rolik42. Non so se ha capito cosa ha fatto. Cosa mi ha regalato. Che stato mentale ha ridestato nella mia testa, quali conferme -che cercavo- mi ha fatto trovare, quale piacere immenso. Mi trovo seduto nel paddock, quasi annoiato. Fa caldo e mi scolo quattro litri di acqua. Guardo la 937 e, nonostante avessi l'intera giornata pagata, capisco che non ha senso rientrare. Sarebbe solo un inutile rischio ed un consumo altrettanto inutile di carburante. Viva l'ecologia. Poi la natura mi legge il pensiero, capisce, e manda un temporale mostruoso. Carico tutto, saluto tutti, monto in auto e punto al primo autogrill. Non avevo nemmeno pranzato, ma il cibo non era quello del quale avevo bisogno. C'era un'altra parte di me che doveva essere alimentata, e Rolik42 è stato lo chef perfetto. E considerate l'ebbrezza e l'esaltazione che ho provato, direi che è stato anche il sommelier ideale.

Quanti giri? Beh, i 15 senza saponetta con MV, forse 5 (comprese entrate ed uscite) con la 937, ed alcuni... NON SO QUANTI... con la Chimera. E questi ultimi sono stati l'essenza della mia giornata, forse anche della mia settimana, del mio mese e, perché no, della mia stagione. Il resto non conta. Non ha semplicemente senso.

Tranne gli amici. Era tanto che non incontravo con tranquillità un gruppo di individui simpatici, divertenti, accomunati dalla stessa passione. E' stata una giornata di ricerche fruttuose. Anzi, forse non cercavo nulla, ma ho trovato tante cose: amicizia e divertimento. Vecchie amicizie e goliardia. Nuove amicizie e sincerità. E pure me stesso. Grazie al Pompone, grazie al manipolo di motomalati e di nuovo grazie a Rolik42.


Chimera, Lucchinelli e Pomponi vari...



Friday, June 27, 2014

Back to where I belong(ed) / Torno a ciò che appartengo (appartenevo)

So. After some 8 months of complete lack of activity (motorcyling, sports of any kind), after having parted ways with my belonged GSXR 666, after a lot of shit and crap, I got back on the saddle the old ancient 937, ofcourse having done a very proper and complete service (including suspensions job).
I had few smaller rides around home, say some 30km. My riding way is purely track oriented. Dangerous on the street if I don't set my mind. I find boring anything that isn't twisty and traffic less. But in the end I forced myself, to test me out, to ride some mountains... which is basically the reason why this blog came to live in the beginning.
I wanted some 6 passes, but had to take "only" 4 due to weather conditions... but still... I clocked something close to 300km and had fun.
Amazing how several years of track only riding turned my perception of speed and pace. I felt SLOW and quite STUCK. But all bikes I met were really slower than me! Any bike, sport, racers, tourer, two ups, motard, naked. "Cruising" my way I was simply overtaking all the time.
After all on a race track you always give the best and think you did the best lap time ever. That applies on the very first track day when you're basically using a speed that can be defined "old lady crossing the street"-speed, and also to the fastest lap ever you obtain after years of motivation and training. Your feelings will be, in both cases, that you were FAST, since in both cases you got close to your limits. But your limits move forward as experience builds up....
Well to avoid getting stuck in the overtaking duty, I stopped several times and took the pics you can enjoy below. This was in early June... let's see if I can reset my limits and do some REAL sequence of passes (at least 10-15), like I used to do, where I did belong.

Passes ridden:

Bene. Dopo circa 8 mesi di totale mancanza di attività (moto, qualsiasi sport), dopo aver dato l'addio alla mia amata GSXR 666, dopo un sacco di merda e rogne, sono tornato in sella, con la vecchia -antica- 937, non prima di aver fatto un tagliando completo, compresa la rigenerazione delle sospensioni.
Mi sono fatto dei piccoli giri attorno a casa, roba da 30km. Il mio stile di guida è puramente orientato alla pista. Pericoloso per strada se non ti concentri. Trovo noioso qualsiasi cosa che non sia piena di curve e in totale assenza di traffico. Ma alla fine mi sono auto imposto di mettermi alla prova, fare dei giri in montagna... che poi è la ragione per la quale questo blog è nato.
Volevo fare 6 passi, ma ne ho fatti "solo" 4 a causa del meteo... ma almeno... mi sono fatto quasi 300km e mi sono divertito.
E' impressionante come molti anni di sola guida in pista abbia cambiato la mia percezione di velocità e ritmo. Mi sentivo LENTO e INCHIODATO. Ma tutte le moto che ho incontrato erano più lente di me! Tutte, sportive, pistarole, turistiche, in due, motard, naked. "Passeggiando" con il mio ritmo mi trovavo a superare costantemente.
Dopo tutto in pista dai sempre il meglio e ti sembra sempre di aver fatto il miglior tempo. Questo vale per il tuo primo giorno in pista in assoluto, quando la tua velocità è paragonabile a quella di una vecchietta che attraversa la strada, ma vale anche per il giro più veloce in assoluto che riesci a fare dopo anni di motivazione ed allenamento. In entrambi i casi ti senti velocissimo, in quanto in entrambi i casi ti sei avvicinato ai tuoi limiti. Ma i tuoi limiti si spostano in avanti con l'esperienza maturata...
Beh, per evitare di continuare a sorpassare gente, mi sono fermato molte volte per fare le foto, alcune delle quali potete godervele qua sotto. Il giro risale agli inizi di Giugno... vediamo se ora posso ripristinare i miei limiti e fare una sequenza decente di passi (10-15 almeno), come era mia usanza fare, nel mondo al quale appartenevo.

Passi percorsi:


  • Rolle
  • Valles
  • San Pellegrino
  • Manghen

Rolle


Valles


Valles


San Pellegrino


San Pellegrino


San Pellegrino


Manghen (before/prima)


Manghen (before/prima)


Manghen (before/prima)


Manghen


Manghen


Friday, April 11, 2014

MOTOCLUB POMPONE: Visita alla IMASAF (4.4.2014)

IMASAF: ovvero le marmitte made in Italy, made in Veneto. Marmitte che escono in plotoni di 7000 al giorno, da un campo base esteso su 50000 metri quadri (coperti). Credevo di non farcela, ma alla fine ritaglio il tempo da una agenda fitta di impegni e mi avvio, per mio conto, verso lo storico stabilimento di Cittadella. Arrivo, entro nel parcheggio e vedo un manipolo di personaggi abbigliati come se dovessero andare in moto (di fatto... erano in moto... e anche di tipologia molto variegata) verso mete lontane, lontanissime. Di fatto la cosa ha senso: camminare da una punta all'altra dello stabilimento IMASAF è un meta non certo vicina. L'incaricato ci accoglie. Non so se è un infiltrato del Pompone alla IMASAF o un infiltrato della IMASAF al Pompone. Ma gira con una Ducati, e veste Pompone. A dire il vero praticamente tutti i partecipanti vestono con merchandising Pompone oppure Ducati. C'è anche un Aprilia, sempre Made In Italy. Se devo essere sincero c'è anche un rompiscatole con abbigliamento Suzuki Superbike (io), ma la componente eterogenea è sempre stato il punto forte del Pompone. Anche il range di età è molto eterogeneo, e spazia da motostudenti a motopensionati. Inizia la visita. In uno stabilimento che è palesemente a norme con tutto, ci sono regole da rispettare, percorsi da seguire. Il nostro anfitrione si impegna a farcele notare, per la nostra sicurezza. Mille cartelli avvisano di tutti i pericoli di una industria che lavora i metalli... e mi fa sorridere il cartello “vietato fumare” in un posto che costruisce tubi per farci passare dentro... dei fumi. Lo stabilimento è un via vai di carrelli elevatori, i quali corrono come pazzi.
Mi viene garantito che il limite di velocità di 10Kmh viene rispettato (bugia...), e che non c'è competizione tra gli incaricati (davvero?). IMASAF ha una produzione immensa. Ci viene mostrato tutto: dal pezzo di metallo, fino all'impianto di scarico completo. E' interessante vedere uomini e macchine al lavoro assieme: cura umana e precisione dei robots. Molti vogliono approfondire, e porgono domande anche estremamente tecniche. C'è interesse, un interesse che viene da curiosità, conoscenza, passione, fanatismo. Nel caso di quest'ultimo elemento, giuro c'è gente che ha completato la visita convinto che la marmitta per una qualsiasi
utilitaria tedesca possa essere facilmente -e con successo- adattata al vecchio Guzzi che attende in garage la bella stagione. Gente pronta a firmare un ordine pur di aggiungere del made in Italy ad altro made in Italy. La visita prosegue: dal taglio e gestione metalli, fino alla vera e propria costruzione degli impianti di scarico. Sezione saldature, dove ci sono due motivi di vanto della realtà Veneta: il complesso ed invidiato sistema di saldatura robotizzato, e quello umano, dove addetti esperti si occupano di un lavoro artigianale per serie limitate, realizzato nel bel mezzo di una realtà industriale avanzata. Questo avvalorare la mano dell'uomo, in mezzo ad un tripudio di robots, è lodevole, ed è un concetto che si legge sulla faccia dei dipendenti. Certo, era venerdì pomeriggio, ma non si vedeva gente triste o annoiata da un lavoro pesante e/o ripetitivo. Anzi. Ogni operatore era sorridente al nostro passaggio. Alcuni di noi si intrattenevano con questi indaffarati incaricati, i quali erano felici di rivelare qualche piccolo segreto degli incarichi a loro assegnati. Un ambiente che ispira passione ed armonia, un ambiente dove sembra che ogni dipendente ami lavorare nel posto a lui assegnato. Pensate che nel parcheggio dei dipendenti ho notato più di un'auto con gadget dell'azienda esposti sul pianale... Tra un carrello elevatore in derapata e l'altro in accelerazione brutale, spuntano quelli targati Pompone.
Pure la bicicletta del manutentore è targata Pompone, e vanta un impianto di scarico racing. Si arriva al magazzino. Metri e metri di scaffali, infiniti modelli e tipi di prodotto catalogati, pronti alla consegna. Uno spazio immenso, senza limite, dove ancora una volta uomo e macchina convivono. IMASAF non è un produttore locale. Oltre a servire il mercato aftermarket dei ricambi (e quindi producendo impianti di scarico per qualsiasi veicolo), è fornitore delle installazioni di serie di Iveco e gruppo Volkswagen-Audi. Quando sentite quelli che si vantano di compare Tedesco, in realtà comprano anche a Cittadella. Ci sono brevetti interessanti in IMASAF, unici, come ad esempio il filtro anti particolato lavabile. Impianti di scarico creati per gestire l'eterno problema dei motori: l'inquinamento ed il suono. Impianti di scarico che spesso sono ignorati, ma che sono colonna portante di un veicolo fedele alle omologazioni moderne (siamo arrivati a supporre che prima IMASAF fa la marmitta e poi ci si costruisce attorno la vettura).
Molti di noi, però, costruirebbero una vettura attorno all'impianto di scarico esposto in reception, ovvero quello di un'auto di Formula 1 (Benetton ai tempi di Fisichella), un autentico capolavoro. Rituale fotografico, scherzi, battute, camminata veramente lunga (andata e ritorno): due ore abbondanti di passione e cultura industriale. Qualcuno che ho incontrato mi ha espresso il suo parere, ovvero che questi prodotti li fanno anche in Cina, con un quinto del costo. Vero, è stata la mia risposta, ma -con molta fortuna- con solo un decimo della qualità. E certamente senza un minimo termine di paragone per quanto riguarda il livello di capacità evolutiva e di passione umana dimostrata da realtà come questa. 


 

Wednesday, February 12, 2014

Ciao Mamma!

Almost fixed my issues, looking forward to the next season, I came to know something funny. My mother, who entered the digital world a couple of months ago, is reading this blog! If I had, I'd put a pic of her on my father's Lambretta back in the 60s, but I've not. So, well, dear Mom, this is the guy you spawned... in his natural habitat Quasi guarito dalle ferite, in attesa della nuova stagione, vengo a conoscenza di una notizia divertente. Mia madre, che è entrata nel mondo digitale un paio di mesi fa, legge questo blog! Se ce l'avessi sotto mano, pubblicherei una foto di lei sulla lambretta di mio padre negli anni 60, ma non la trovo. Quindi, beh, cara Mamma, questo è il tizio che hai creato... nel suo habitat naturale...
E questa solo per te: FACCIAMO FUMO!!!

Thursday, January 2, 2014

Still licking my wounds / Leccandomi ancora le ferite

Happy new year.
Still dealing with my wounds after the crash I had.
Still chest pain, still hands in trouble, and my neck is close to clinical death...

Happy new year...
Buon anno.
Sono ancora impegnato con le conseguenze dell'incidente.
Ho ancora dolore alle costole, un le mani con problemi, il mio collo mi sta facendo impazzire e ho potenti giramenti di capo...

Buon anno....

Thursday, November 7, 2013

She's gone.

A mixed range of feelings is drifting my mind away.
Yesterday, November 6th, I parted ways from my beloved Fujico, the mighty GSXR600, the evil machine showing off that 666, the number of the beast.
I owned her during four seasons. I cannot count the amount of laps I had, the races, the incredible amount of slick tires I abused...
I once thought how tall the tires I killed would reach if piled one over the others. A two or three-story building high? :-)
Had endless corners. Riding her I dragged tons of sliders. Burned tanks of high octanes gasoline... had legendary races, sessions, track days and lap times.
Been in some great racetracks, like Grobnik (Rijeka, Croatia), Salzburgring (Salzburg, Austria), Le Luc (Provence, France), Adria (North east Italy)...
I sold it because life goes on. I need to recover from my crash on the 125cc, wanting to take a break from race track action, thinking go try out off road. I am not sure what I will do, but surely I saw a young guy that wants to truly enjoy racetrack, with a fun bike that offers confidence and great action.
Kinda like me when I got her. I hope he will love her as much as I loved it, and that he will have endless fun!
Goodbye Fujico!
Un mix di emozioni mi stanno occupando la mente
Ieri, 6 Novembre, mi sono separato dalla mia cara Fujico, la mitica GSXR600, quella con il malvagio numero 666, il numero della bestia.
L'ho avuta per quattro stagioni. Non posso contare il numero immenso di giri di pista che ci ho fatto sopra, le gare, l'incredibile quantità di gomme slick delle quali ho abusato.
Una volta ho pensato a quanto alte sarebbero tutte queste gomme che ho torturato se fossero impilate una sopra l'altra. Un edificio di due o tre piani? :-)
Ci ho percorso una infinità di curve. Sopra di lei ho devastato tonnellate di saponette. Bruciato cisterne di benzina ad alto numero di ottani... preso parte a mitiche gare, sessioni, giornate in pista e marcato un sacco di tempi sul giro.
Sono stato in piste mitiche, quali Grobnik (Rijeka, Croazia), Salzburgring (Salisburgo, Austria), Le Luc (Provenza, Francia), Adria (Nord Est Italia)...
L'ho venduta perché la vita va avanti. Devo recuperare dal mio incidente con la 125cc, voglio una pausa dall'attività in pista, sto pensando pure allo sterrato. Non so bene cosa farò, ma sicuramente ho avuto il piacere di vedere un ragazzo giovane che vuole divertirsi per davvero in pista, con una moto divertente che offra confidenza e azione.
Praticamente com'ero io quando la presi. Spero l'ami come l'ho amata io, e che si diverta tantissimo!
Addio Fujico!

Monday, November 4, 2013

Licking my wounds / Leccandomi le ferite

Wondering where I've been?
Me too.
Sometime I just cannot remember it.
Anyway by the end of September I had my last race in Rijeka. Been there, done that. I didn't placed greatly but everything was smooth and ok. I wasn't in the real mood, like I almost didn't go to the event, you know. Not the best season of my life, needing a break (I am even selling the race bike).
The day was great anyway, and at a certain point I hopped on those lovely 125cc we have there to train people. Had one good section, the had another. At 3rd lap, turn 6, I am left with a memory about some issue on the gas throttle, me not being able to release it before braking.
Next memory is me laying down in a clinic, not really understanding what happened.
Then the next: in the hospital, where slowly I got back to understanding that I crashed.
To make a long story short: 4 ribs broken, a massive hit on the head, with my helmet showing it clearly. Bruises somewhere despite having full leather (that did its job!). 7 fractures in my hands. Almost one month and a half after the crash, I still got issue on ribs, still with disturbing issues on my hands. Still forgetting stuff, like... well... who am I and why the fuck am I writing this blog? :-)
Shit happens, but let me tell the truth: if you crash at the speed I did on an open road, you won't be typing a blog afterward. Somebody would do that, and they'd write about another one that passed away. That's it.
Be careful on the street. For reaching your limits? RACETRACK only!!!
Vi siete chiesti dove sono stato?
Pure io.
E a volte nemmeno me lo ricordo.
Comunque verso la fine di Settembre sono andato a fare la mia ultima gara a Rijeka. Gara fatta, tutto ok. Non mi sono qualificato benissimo, ma tutto è andato bene. Non ero dell'umore giusto, tanto che quasi manco ci andavo a questo evento, roba di sensazioni. Non è stata nemmeno una bella stagione, avevo bisogno di una pausa (ed infatti sto vendendo la moto da pista).
La giornata è stata intensa e bella comunque, ed ad un certo punto sono salito su quella divertentissima 125cc, una di quelle che abbiamo li per insegnare alla gente, per far loro provare la pista. Mi sono fatto una sessione bellissima, e poi me ne sono fatta un'altra. Al terzo giro, curva 6, sono rimasto con il ricordo di un problema con l'acceleratore che non si chiudeva prima di frenare.
Il successivo ricordo è relativo all'essere disteso in una clinica, senza sapere bene che diavolo era successo.
Poi altro ricordo: in ospedale, dove lentamente sono riuscito a capire che mi ero steso.
Per farla corta: 4 costole fratturate, un gran trauma cranico, con il mio casco che lo dimostra chiaramente. Abrasioni varie nonostante la tuta (che ha fatto il suo lavoro!). 7 fratture alle mani. Ed ora, quasi un mese e mezzo dopo l'incidente, ho ancora noie alle costole, e problemi alle mani. E continuo pure a dimenticarmi cose, come... insomma... chi sono io e per quale cazzo di motivo sto scrivendo questo blog? :-)
Cose che succedono. Ma lasciatemi dire una cosa: se fate un incidente per strada, alla velocità che sono andato giù io, non scriverete in un blog dell'accaduto. Qualche altro lo farà per voi, e scriverà di un altro morto in moto sulle strade. E' così, punto e basta.
State attenti per strada. Per sfogarvi? SOLO PISTA!




She walked out in a much better shape than me...
....Lei se l'è cavata con meno danni di me...

Tuesday, September 3, 2013

WE ARE BACK.

"Culo Di Titanio". Titanium Ass. The name of this blog I forged to better describe what used to be my riding style: doing as many km, across as many mountain passes, with the minimum amount of breaks in one day (or afternoon). No restaurant stops. No coffee breaks. No glorious stops on top of each conquered pass. Just full riding time. That was the idea that lead us to do the famous Culo Di Titanio ride, that in 2009 saw us doing 1110km in about 19 hours across 30 passes avoiding carefully any speedway, main road, motorway. If you check my blog from now back to 2010, you won't see much of this. It's mostly racetrack riding and garage sessions to get ready for next track day. We kinda lost the feeling to ride on the street. On my previous entry I already showed we were back on the street, or better, back home. Now we pushed it a little and resumed our way to mean riding. So few days ago we decided to go. Hopping on the saddles quite late in the morning (say 10:30 or 11:00) we left with the sole purpose of riding. We had couple of stops on the first couple of passes, as we weren't firing on all the cylinders yet. But then we went on. Our riding mode activated and we did some 400km across 9 passes, like that... just for the sake of it, without plan, without much thinking. And we were back by dinner time, relaxed and not tired at all.
We're back!
Culo di Titanio. Il nome di questo blog che coniai per descrivere al meglio quello che è stato il mio modo di andare in moto: fare più km possibili, su il massimo di passi di montagna, con il minimo numero di soste in un singolo giorno (o pomeriggio). Niente soste ai ristoranti. Niente pause caffè. Nessuna sosta gloriosa in cima ad ogni passo conquistato. Solo tempo pieno in sella. Questa fu l'idea che ci porto a fare il famoso Culo Di Titanio che nel 2009 ci vide percorrere 1110km in circa 19 ore, attraverso 30 passi, evitando con cura ogni strada principale, tangenziale, autostrada. Se date un'occhiata al mio blog indietro fino al 2010, non troverete molto di questo tipo di uscite. C'è quasi solo pista e lavori in garage per prepararsi alla prossima uscita in pista. Abbiamo in un certo senso perso il feeling di guidare su strada. Nel mio precedente articolo vi ho mostrato che eravamo comunque tornati su strada, o meglio, tornati a casa. Ora ci siamo spinti leggermente oltre ed abbiamo ripristinato il nostro modo di intendere l'andare in moto. Quindi qualche giorno fa abbiamo deciso di partire. Siamo saliti in sella abbastanza tardi, verso le 10:30 o 11:00 del mattino, partendo con l'intenzione di fare strada. Ci siamo fermati un paio di volte sui primi due passi, in quanto non eravamo ancora carburati. Ma poi ci siamo lasciati andare. Si è attivato il nostro stile e abbiamo percorso circa 500km su 9 passi, così, tanto per fare, senza pianificare, senza pensarci su molto. Ed eravamo comodamente a casa per cena, rilassati e non affatto stanchi.
Siamo tornati!
We are back!



Here our lovely route:

-Mis Valley
-Forcella Aurine
-Duran Pass
-Staulanza Pass
-Giau Pass
-Falzarego Pass
-Costalunga Pass
-Lavaze Pass
-Manghen Pass


Anyway, I cannot stop taking pictures. It's in me, you konw? It's like I wanna some reminders of the emotions I feel. So I got few...
Ecco il nostro giretto:

-Valle Del Mis
-Forcella Aurine
-Passo Duran
-Passo Staulanza
-Passo Giau
-Passo Falzarego
-Passo Costalunga
-Passo Lavazè
-Passo Manghen


Comunque, non posso fare a meno di fare foto. E' dentro di me. E' come se volessi in qualche modo prendere appunti delle emozioni che provo. Quindi eccone alcune...
This is a rock we rolled by (Giau)
Manghen
Manghen


And, there are pictures you simply cannot fucking take. Like this Hayabusa (yes, it's a Hayabusa...) in a ancient Egypt savour. Power to awaken mummies... E poi, ci sono foto che semplicemente non puoi non scattare cazzo! Come questa Hayabusa (Si, è una Hayabusa...) in sapore antico Egitto. Potenza che sveglia le mummie...
Dynamic god Amum Temple / Un Tempio Dinamico al dio Amon
Hayabusa tail lights / Luci posteriori, per riconoscerla...
PharaBusa / FaraBusa