Tuesday, September 18, 2012

The Smurf and Spiderman / Il Puffo e L'uomo Ragno

Ok, the following pics shows the Spiderman. What follows may not be ok for everybody. But this blog runs under the special copyright licence that goes like "This is my fucking blog, if you don't like get the fuck off" OK, nella foto che segue c'è l'omo ragno. Ciò che segue può non piacere a tutti. Ma questo blog è sotto una speciale licenza di copyright che recita più o meno: "Questo è il mio cazzo di blog, se non ti piace vattene a fare in culo"
So we had the last race of the Season. In Rijeka.
As you may know (or not?) I was 3rd in the club championship, same points with a fellow rider, and his damn Triumph 600 sport bike.
Gaps & points math gave us a pretty certainty that we'll take 2nd and 3rd place, and the one of us finishing in front of the other would have taken the desired 2nd place.
I was hot.
To match my bike smurfish colour scheme, I applied ONE BLUE knee slider and ONE WHITE on.
The fucking damn smurf crafted by Satan himself, with an angelic white 666 number on a smurfish blue background.
I've a ritual, I think I never told it here. On the morning of a track day, I need to take a download (shit) in the track structure restrooms. If I don't, I pack and leave. This is my only superstition.
This time I took a shit there three times: the night before, the morning, and 30 minutes before the race.
I was fucking loaded.
I qualified in front of the damn british iron.
We did a good start, but in the mess of turn one, the British iron was in front. No problem, I was there, but the fucking spiderman, on his powerful MV F4 1000cc installed his damn spider web and I caught in the trap. He was in between me and the British thing.
That wouldn't be an issue, if Spiderman was as fast as Superman or at least Batman, but it turned out that Spiderman is 2 seconds slower than me and the british queen, but has some 80hp more than smurfbike, that on a fast track is enough to make a spiderweb you cannot pass through and overtake. Took me 3 eternal laps to eat the spider, to crush it under my boots.
Ed ecco l'ultima gara della stagione. A Rijeka.
Come saprete (o no?) ero terzo nella classifica del nostro campionato, a pari merito con un amico in sella ad una Triumph 600.
La matematica dei punti e dei distacchi ci dava la ragionevole certezza che a noi due toccava il 2do e 3zo posto, e che quello di noi che finiva davanti si prendeva il tanto desiderato secondo posto.
Ero carico.
Per essere in linea con l'abbinamento di colori puffoso della mia moto, mi sono messo UNA saponetta BLU, ed UNA saponetta BIANCA.
Il fottuto puffo del cazzo, creato da Satana in persona, con un 666 bianco angelo su uno sfondo blu puffo.
C'è un rituale. Credo di non averlo mai detto su queste pagine. La mattina di una giornata in pista devo fare una telefonata (andare a cagare) nei bagni della struttura. Se non lo faccio, carico la moto e me ne vado.
E' la mia sola superstizione.
Questa volta ho cagato in autodromo la sera prima, la mattina, e pure mezz'ora prima della gara.
Ero carico, cazzo.
Mi sono qualificato davanti al catorcio britannico.
Abbiamo fatto una buona partenza, ma nel mucchio della prima curva, il catorcio britannico si è messo davanti. Nessun problema, ero li, ma il fottuto Uomo Ragno, con la sua potente MV F4 1000cc ha teso la sua dannata ragnatela ed io sono caduto nella trappola. Era tra me e la cosa albionica.
Questo non sarebbe stato un problema se l'Uomo Ragno fosse stato veloce come Superman o almeno come Batman, ma invece è venuto fuori che Spiderman è 2 secondi più lento di me e della regina d'Inghilterra, ma con 80 cavalli più della motopuffo, che in una pista veloce è sufficiente per tendere una ragnatela fitta, dove non puoi passare. Mi ci sono voluti 3 giri eterni per mangiarmi il ragno, calpestandolo sotto i miei stivali.
At that point the queen, saved by some gods, was at least 6 secs away from me.
NO.
That cannot be.
So I entered suicidal mode, had clear track, and tried my best to kill myself in the process to catch up.
Know what? I didn't kill myself, but I caught the queen and his fucking kingdom.
But I did it on LAST lap.
Flag.
End of race.
I drank 5 seconds in 5 laps, finishing less than one sec from my opponent. He is 2nd. I am 3rd, and pissed.
On the last lap, of the last race, of the last track day, I even did my all times best lap time on this track.
Sounds quite glorious, doesn't it?

Back to the pit lane, I was the Fantastic Four, Satan, Wolverine, and all the fucking marvel fags, with all their super powers.... aiming to KILL the spider. In a moment of clearness, I stepped down, and blamed the marshals for not simply blue flagging the red & blue hero.

In the end this kinda fucked up my joy. It's OK I am 3rd, but I would have wanted to fight for a 2nd. Spider man simply didn't let me do it.

If my son will ever want some toy, book, comics or whatever about Spiderman, well, it's gonna be forbidden. "Get some fucking porn mag son, not that slow fags crap!"
A quel punto la regina, salvata da qualche dio, era almeno 6 secondi avanti.
NO.
Non può essere.
Quindi mi sono messo in modalità suicida, pista libera, provando il possibile per cercare di uccidermi nel tentativo di rimontare il distacco.
Sapete cosa? Non mi sono ammazzato, ma ho raggiunto la regina ed il suo cazzo di regno. Ma l'ho fatto nell'ULTIMO giro.
Bandiera.
Gara finita.
Mi sono bevuto 5 secondi in 5 giri, terminando a meno di un secondo dal mio rivale. Ma lui è secondo, ed io sono terzo ed incazzato.
Nell'ultimo giro, dell'ultima gara, dell'ultima uscita della stagione, ho anche fatto il mio miglior tempo assoluto in questa pista.
Glorioso, non è vero?

Tornato in pit lane, ero i Fantastici 4, Satana, Wolverine e tutte le fottute checche in calzamaglia della marvel, con tutti i loro super poteri..... e volevo solamente UCCIDERE il ragno. In un momento di lucidità, mi sono calmato..... ed ho accusato i commissari per non aver dato all'eroe rosso e blu una bandiera blu e basta.

Alla fine questo mi ha tolto gioia. OK, sono terzo, ma volevo combattere per il secondo posto. Il ragnetto non me l'ha permesso.

Se un giorno mio figlio vorrà un giocattolo, un libro, un fumetto di spiderman, beh, gli sarà proibito. "Figliolo, prenditi un giornalino porno, non quella roba per froci fermoni!".
Fuck, too late! Cazzo, troppo tardi!
As Always, well, Here some action pics of the day, thanks to our great Photographer: Come di consueto, beh, Ecco alcune foto in azione scattate durante la giornata dal mitico Gioele:
The rest of the day has been lovely. Weather was perfect, and we had this MV dealer, LUNARDI RACING, who gave us the chance to freely test the MV F4RR and the F3. I tested the F4RR, and found it impressive. I am simply not used to such power, it's damn scary. Thank you, Alberto! Il resto della giornata è stato piacevole. Il tempo era perfetto, e c'era questo rivenditore MV, LUNARDI RACING, che ha messo a disposizione una MV F4RR ed una F3 da provare gratuitamente in pista. Io ho provato la F4RR, e l'ho trovata impressionante. Non sono abituato a simili potenze, è una cosa da paura. Grazie Alberto!

ATTENZIONE! ACTUNG! WARNING! GNOCCA GRATIS! FREE PUSSY!

ha! So you are reading this now :) The guy inside the Spiderman leathers, is a friend. I've nothing against any kind of sexual preference. The british bike rider, is a friend. We even had lunch together. All the above is meant to be fun. If you don't like my sarcasm or attitude, FUCK OFF. And this is not a joke. ha! Così vi leggete pure sta roba! L'uomo dentro la tuta dell'Uomo Ragno è un amico. Non ho nulla contro qualsiasi preferenza sessuale. Il tipo con la moto inglese è un amico. Abbiamo anche pranzato assieme. Tutto quanto sopra è per far casino e scherzare. Se non ti piace il mio sarcasmo o il mio modo di scrivere, FOTTITI. E questo non è per scherzare.

Wednesday, September 5, 2012

RainBurgRing / PioggiaBurgo

I returned to SALZBURGRING. Rain followed me. All the way there, I even caught snow on the motorway. All the morning there. Endless rain. I've been lucky it dried out a little in the afternoon, so I managed to have some 25 laps. Slow. I really love this track. I hope, one day, I can finally enjoy it the proper way. The rest? See pics: Sono tornato al SALZBURGRING. La pioggia mi ha seguito. Anche durante l'intero viaggio, ho pure trovato neve in autostrada. Tutta la mattina al circuito è stata caratterizzata da pioggia infinita. Sono stato un po' fortunato nel pomeriggio, quando s'è asciugato un po', e sono riuscito a fare 25 giri. Lenti. Adoro questa pista. Spero, un giorno, di potermela godere come merita. Il resto? Vedere foto:
Few words for the organizer: ROTHE RACING. Super top organization. Mr. Stephan Rothe is absolutely the top, a gentle man, and a great rider that can lap the damn track in 1:28,5 !!!! Due parole sull'organizzatore: ROTHE RACING. Super, il top, la migliore organizzazione. Stephan Rothe è il migliore, un autentico gentiluomo, un gran manico che gira in questa cazzo di pista in 1:28,5 !!!!

Sunday, August 26, 2012

Back To The Road / Ritorno sulla Strada

Didn't you realize it is quite a while I don't report one of my famous rides? I don't mean track, just those long run on the street, crossing mountains through passes. That's true. Track is almost giving me all I need. My street bike is an old iron that I've been owning for a lifetime. I've ridden her EVERYWHERE. Add I am busy with regular issues of a mid age man, and you get the picture: Track only. BUT few days ago I took my day off. No track booked. A plan to ride. I didn't do a multiple passes ride like the old good times (I will before end of the season, I almost can promise it), but I still rode 427km, crossing few passes, and landing in Tolmezzo, where the mini racetrack is, and where my dear friend Barry and his riding school Rock And Road are offering these riding school days on different levels of skill. I enjoyed staying there, and, cannot deny, I couldn't keep myself off the track, and had few laps on my bike and on Barry's Ducati Monster. Vi siete accorti che è un po' che non faccio uno di quei miei famosi giri? Non intendo pista, parlo di quei giri su strada, attraverso passi di montagna. E' vero. La pista mi sta dando quasi tutto quello di cui ho bisogno. La mia moto da strada è vecchia, e ce l'ho da una vita. Ci sono andato ovunque con lei. Aggiungiamoci che sono occupato con le normali cose di un uomo di mezza età :-) pertanto il risultato è semplice: SOLO PISTA. MA, qualche giorno fa mi sono preso un giorno libero. Non avevo prenotato pista. Volevo solo andare in moto. Non ho fatto il mega giro con tanti passi come i vecchi tempi (ma ne farò uno prima di fine stagione, quasi lo posso promettere), ma comunque mi sono fatto 427km, attraverso qualche passo, finendo a Tolmezzo, dove c'è la piccola pista per guida sicura e dove il mio caro amico Barry fa lezione di guida su vari livelli con la sua a href="http://www.rocknroad.biz/">Rock And Road. Mi sono divertito a stare li con lui, e comunque non sono riuscito a stare lontano dai cordoli, e mi sono fatto qualche giro con la mia moto e pure con il Monster di Barry
Ducati Monster:
The tour was across the following Passes:Il giro ha coperto i seguenti Passi:

  • Passo di Cibiana
  • Passo di Mauria
  • Passo del Rest
  • Forcella Pala Barzana
  • Passo di San Osvaldo
Left at 1030am, returned at 8pm. Loved it. Nice landscapes, lovely corners! It was good to be back!Sono partito alle 10:30, e ritornato alle 20:00. Mi sono divertito. Bei paesaggi. Belle curve. E' bello essere di nuovo in sella!

View Larger Map

Monday, August 20, 2012

Lesson Learned / Lezione Imparata

4th race of the club trophy. I am 2nd. At one point there's this Triumph, my direct opponent. It's sunny. I am loaded, ready to go. I qualify well: 1:44,367. My Opponent does a 1:44,350. We are packed on the grid. I do one of my great starts as always, and put back few bikes. Turn 1, great. Turn 2, great. Turn 3, the 'Rijeka' hairpin, left. I am too inside, due to traffic. My line is way too closed. I feel the rear wheel sliding moderately, I think it's the wrong line... Then it drift away massively, I lock the steer, put foot down, manage to hold it up and continue the race. But I am not safe. The set of tires I have did Salzburgring, and the whole qualifying morning. Over half a second improvement on my best. They are toasted. Lesson learned. Never racing with old tires. I arrive 7th. Now me and my opponent are 3rd, same points. Everything will be decided during next race, in September. With new tires! Quarta gara del trofeo del motoclub. Sono secondo in classifica. Il mio rivale su questa Triumph è terzo ad un punto. C'è il sole. Sono carico, pronto a gareggiare. Mi qualifico bene: 1:44,367. Il mio rivale fa un 1:44,350. Siamo vicini in griglia. Parto alla grande come sempre, mi metto dietro un sacco di gente. Curva 1, bene. Curva 2, bene. Curva 3, la 'Rijeka', tornante a sinistra. Sono troppo chiuso a causa del traffico. La mia traiettoria è troppo interna. Sento che mi parte il posteriore a poco a poco, e penso sia solo a causa della traiettoria sbagliata... Poi mi parte di brutto, chiudo lo sterzo dall'altra parte, metto giù un piede, riesco a tenerla su e continuare la gara. Ma non mi sento sicuro. Il treno di gomme che ho su si è fatto il Salzburgring, e tutte le qualifiche della mattina dove sono migliorato di oltre mezzo secondo. Le gomme sono alla frutta. Lezione imparata. Mai gareggiare con gomme vecchie. Arrivo settimo. Ora io ed il mio rivale siamo terzi, a pari merito. Tutto si deciderà durante la prossima gara, in Settembre. Con gomme nuove!

Friday, August 10, 2012

Salzburgring.

So finally I did it. I went to the epic Salzburgring. Finalmente l'ho fatto. Sono andato a girare sull'epico Salzburgring.
What a track! This is one of the purest old school tracks still existing and in full activity. A dangerous track. A real one. Where there is one thing that matters: SPEED. This is a track that may even result boring, until you learn it and start to let yourself go. Surely, facing a right corner, banked, in full 5th gear, with throttle fully open isn't something for everybody. And when you start to do that, you jump into another dimension. The dimension of pure speed. I am not talking about being fast. You can be fast on a slow track. The shorter is the time you need to lap it, the faster you are. But you can be having a moderate average speed. Brand new racetracks are built with the tendency to make things safe. Wide run off areas (at Salzburgring you can land on the area where sheeps are enjoying the view),slow corners. Che pista! Questa è una delle piste vecchia scuola più pure rimaste in giro, ed in attività. E' una pista pericolosa. Una pista vera. Dove c'è una sola cosa che conta: LA VELOCITA' Questa pista può anche sembrare noiosa, almeno finché non inizi a capirla e ti lasci andare. Certamente, affrontare una curva a destra, in parabolica, in quinta piena, con il gas spalancato non è per tutti. E quando inizia a farlo, salti in una nuova dimensione. La dimensione della velocità pura. Non sto parlando di essere veloci. Puoi essere veloce anche in una pista lenta. Più basso è il tuo tempo e più veloce sei. Ma magari hai una velocità media moderata. Le piste nuove sono costruite con la tendenza a rendere tutto sicuro. Ampie vie di fuga (al Salzburgring puoi finire nel prato dove ci sono le pecore che pascolano!), curve lente.
Sheeps / Pecore
Dangerous / Pericoloso
I told you it's Dangerous / Vi ho detto che è Pericoloso
Everything built to maximize profit and have customer coming back. But what about the thrill that takes us all there? Real speed is about being able to push your bike's top speed, and keep it there for a while. Real speed is when the percentage of full throttle on the lap is damn high. Salzburgring is extremely fast. It gets interesting only when you're fast, really fast. You use all the 6th gear, and if your gearing ain't long enough, you will find yourself redlining when you actually need more speed. That's it. This is speed. Tutto è costruito per massimizzare il profitto e far si che il cliente torni. Ma che ne è delle emozioni che ci portano a girare in pista? La vera velocità è essere capaci di spingere la moto alla velocità massima, e mantenerla tale per un po'. La vera velocità è quanto la percentuale di gas aperto al massimo in un giro è dannatamente alta. Il Salzburgring è estremamente veloce. Diventa interessante solo quando sei veloce, molto veloce. Usi tutta la sesta, e se i tuoi rapporti non sono sufficientemente lunghi ti ritrovi al limitatore proprio quando hai bisogno di altra velocità. Questo è. Questa è la velocità.

Thursday, August 2, 2012

Moto Guzzi V7. A casa di un amico.

Un paio di settimane fa, per motivi di lavoro, mi trovavo dalle parti della WEST ROAD BIKE, concessionaria Aprilia e Guzzi che aveva offerto una giornata test ride al mio motoclub, e grazie alla quale ho provato la Guzzi Stelvio 1200 (vedere QUI).
Controllo l'agenda appuntamenti, e vedo che una mezzora libera è possibile. Punto il navigatore ed immediatamente arrivo a destinazione.

Mi accoglie Paolo. 
Come  una qualsiasi sosta a casa di un amico, iniziamo a chiacchierare. E' felice di vedermi, mi offre un caffè, e come due appassionati di moto iniziamo ad andare in giro per la bella struttura. Vedo il magazzino, vedo l'officina, il bellissimo show room.
 Ho detto un amico. E non sbaglio. Ho osservato Paolo trattare con diversi clienti, mentre passeggiavo per il negozio scattando fotografie. Raramente ho visto una tale offerta di servizi che va ben oltre quanto offerto dalla casa madre o quanto ci si possa aspettare da una concessionaria ufficiale. Ho visto clienti con particolari necessità di borse e bagagli venire rassicurati da Paolo, il quale prometteva di impegnarsi a trovare l'articolo aftermarket (tra l'altro non trattato da lui) pur di assecondare il cliente. Ho visto persone alle quali piaceva una moto, ma non trovava la colorazione ideale nell'offerta della casa. Paolo ha offerto un servizio di carrozzeria, e pure suggerito un idoneo abbinamento cromatico che potesse soddisfare il cliente, o meglio, l'amico.  Un sarto con clienti prestigiosi, degli amici, un sarto che conosce ogni desiderio ed ogni misura, che sa individuare le necessità, e che offre un servizio impeccabile. Esattamente come il gestore del ristorante di fiducia, che dopo molti anni conosce i tuoi gusti e sa sempre cosa offrirti per renderti più piacevole l'esperienza. La differenza è che Paolo vende moto, moto che non fabbrica lui.
 
 "Vuoi provare la V7?"

Me lo aveva promesso subito dopo la prova della Stelvio, e mi aveva pure invitato presso la sua sede. Però...la mia è stata una visita improvvisa, non pianificata, e non era mia assoluta intenzione approfittare della cortesia. E, ovviamente, non avevo con me il casco, e nessun altro abbigliamento tecnico.
Questo però non è un problema. Da Paolo puoi entrare con la patente ed in mutande ed uscire, dopo un'ora, vestito completamente ed in sella ad una moto. Non manca nulla.
E proprio dal nulla si materializza un casco ed un giubbotto. 
"Provali, dovrebbero andarti bene". 
Andavano bene.
....in pochi minuti mi ritrovo in giro in sella alla Guzzi V7. 
Posso osare dire che Paolo mi ci ha costretto. ...ed io non ho opposto resistenza...

Ci sono state epoche dove la moto era quasi solo del tipo "cafe racer". Si trattava di motociclette che erano dei mezzi di trasporto veri. Ci si muoveva. Si andava al lavoro. Ma la loro dualità permetteva di renderle delle autentiche fuori serie, dei mezzi esclusivi la cui proprietà è motivo di vanto. Oggetti di culto da esibire. In piazza, al bar, sulla strada verso la spiaggia. 
Oggi i tempi sono diversi. Serve tecnologia. Colori fiammanti. Molte "R" per dare il senso della potenza. Del rumore. Patetici simboli sociali, spesso usati, inutilmente, per cercare di far presa sull'altro sesso.
Fate una domanda alle vostre mogli. Chiedetele cosa pensavano o pensano del galletto di turno, con la moto fiammante, che si esibisce in burn out o impennate.
Fatto?
Voi, maschi, penserete che è una cosa strafica, che dimostra la vostra virilità, la capacità (?) di dominare una belva.
Loro, le nostre pazienti signore, penseranno cose come
  • Che imbecille
  • S'ammazza
  • Questo non potrà mai essere il padre dei miei figli, anche perchè morirà prima
Certe cose sono arcaiche. Noi maschi facciamo guerre. Loro, più intelligenti, pensano a preservare la specie. 
Quindi, pensando alla V7, facciamo un breve e non completo riepilogo del mercato attuale, secondo il mio personalissimo parere (è il mio blog, scrivo ciò che mi pare):
  • Sportive: solo pista. Per strada sono assolutamente inutili.
  • Sport Tourer e tourer: se non viaggi non ti servono. Al bar fanno ridere. Parcheggiate fuori dall'ufficio soffrono. Sono fatte per viaggiare, lontano, e veloce.
  • Enduroni (Stelvio, GS ecc): come le sport tourer. Però vanno più lontano, caricano di più e se trovano un percorso sterrato vanno ugualmente. Al bar fanno ridere. Parcheggiate fuori dall'ufficio soffrono. Sono fatte per viaggiare, lontano, ovunque.
  • Scooter: NON SONO MOTO.
  • Cruisers: sono fatte per viaggiare, per andare ai raduni, e hanno una vita sociale propria. Al bar ci stanno, ma occupano spazio e sono impegnative. Sono fatte per viaggiare con stile. Lontano. Sono la libertà.
  • Qualsiasi moto da fuori strada: appunto, fuori dalla strada.
  • Naked: sono delle sportive senza carene, con il manubrio largo. Mangiano il misto stretto. Divorano curve. Fanno pure divertire in pista. Al bar fanno ridere. Parcheggiate fuori dall'ufficio soffrono. Sono fatte per i passi.
  • Motard: vedi Naked.
Cosa manca? 
Cafe Racer. Quelle pure, non le super cafe racer custom con motori turbo e gomme slick. Quelle le lasciamo alle categorie sopra citate.
Cafe Racer: Ovvero moto della categoria naked che nascono tali, e che non derivano da una sportiva modificata. Moto che non si misurano con i cavalli, con la velocità o con gli ordigni tecnologici nascosti sotto la sella. Moto con fascino retrò, tecnologia retrò in chiave moderna. Moto pure, semplici e pulite nelle linee. 
Sono le moto per la passeggiata della domenica, senza dover per forza fare il tempo, fare 30 passi, 1000 chilometri, o salire sul monte lungo un single track battuto dalle Mountain Bikes.
Sono moto per andare al bar. Per andare in ufficio. Per portare il figlio a scuola. Sono moto che hanno classe, che non impegnano, che sono tremendamente belle nella loro estrema semplicità. Sono moto compatibili con la cravatta, ma anche con il giubbino in pelle e le mani sporche di olio. 

Sono moto che portano il motociclismo agli albori, alla purezza. 
Sono moto che regalano una sensazione spesso dimenticata: 
Quel sottile piacere della brezza sul viso.
Regalano sensazioni senza richiedere impegno. Non corrono forte, non spiattellano le gomme, non soffrono nel traffico, non soffrono in città, non soffrono in autostrada, affrontano la montagna, e permettono un uso completo.
Una volta possedevo una Benelli 500/Quattro del 1975. La V7 mi ha regalato quelle sensazioni dimenticate.
La Guzzi V7 è dannatamente semplice. Guidarla offre una sensazione di felicità, è una moto che definirei simpatica e divertente
Il rumore meccanico dello storico bicilindrico è bellissimo, ed accompagna l'esperienza come un buon bassista sa accompagnare i migliori chitarristi blues.
Ha un cambio dolce, docile, soffice, ma preciso. Frena in maniera perfetta nonostante abbia un solo disco all'anteriore. In folle, quando sei li con un piede a terra aspettando il verde, ti ritrovi a giocare con l'acceleratore per sentire il movimento dei pistoni, che trasmettono quella sensazione di dondolio, offrendo la percezione della posizione all'interno del cilindro. 
E nonostante questa semplicità meccanica è tutto così dolce, tanto che l'immagine sugli specchietti retrovisori è sempre perfetta, mai rovinata dalle vibrazioni.
Una strumentazione essenziale. Una guida semplice. Una moto per muoversi, liberi e spensierati. Un oggetto divertente.
Con una componente extra:
Una personalità infinita
Non so se deriva dalla storicità del marchio, da soluzioni tecniche tradizionali e collaudate. Sarà quell'essere così vera, pura ed essenziale.
Sarà quel richiamo al passato. Quell'odore di benzina, e storia.
Io non lo so.

E non so nemmeno se qualcuno potrebbe scegliere una moto come questa facendo una scelta razionale. Forse viene comprata per passione, non per risultato di un ragionamento basato sulle effettive necessità di movimento su due ruote.

Ma c'è una cosa da dire:
Sono fermamente convinto, e guardandomi attorno trovo solo conferme, che la maggior parte delle motociclette appartenenti alle categorie elencate sopra vengono usate irrazionalmente. In forme lontane da quelle ideali (basti pensare al numero di sportive che si vedono in città). 
Questo mi fa dedurre che la scelta più irrazionale di una moto potrebbe, alla fine, diventare la più giusta, sensata, gradevole
e godibile. Questa è la V7. 
E Paolo, nell'offrirmela, non mi ha dato alcuna informazione (come fece per la Stelvio). Mi ha semplicemente dato le chiavi. Non esiste una forma commerciale per ubicare, nel mercato, la V7. Bisogna provarla. Bisogna capire.
Io ho capito.

Posseggo due Suzuki.
Ma, in attesa della mia prima Guzzi (un giorno succederà, lo sento...), ero ad un passo dal comprare qualcosa come questo:

Che strana sensazione. 
Non ho comprato la maglietta. Ma Paolo è sempre li. Tornerò a fargli visita.


Monday, July 23, 2012

Hurry Up! / Di Fretta!

Ok, everything ready. Bike is ready. Tires are fresh. New brake pads. Gearing set for the track that awaits me: Ok, tutto pronto. Moto pronta. Gomme fresche. Pastiglie freno nuove. Rapporti opportunamente modificati per la pista che mi aspetta:
Ok. I load the bike on the trailer to take it back from the workshop. When I unload it, the trailer floor is WET. ARGH!!! The damn front right leg of the fork LEAKS! A fast solution is needed, so I don't waste time. I hope to make it! Ok. Carico la moto sul carrello per portarla a casa dal meccanico. Quando la scarico il pianale del carrello è BAGNATO. ARGH!!!! Lo stelo destro perde!!! Urge soluzione immediata, quindi non perdo tempo. Speriamo di farcela!!
No fork.
Parts.
Unhealthy parts.

Monday, July 9, 2012

Moto Guzzi Stelvio 1200 NTX

Il boss del Pompone è una miniera inesauribile. Mai una volta che ci lasci in pace. C'è sempre un motogiro, una prova, un'uscita in pista, un pranzo, un concorso, una cena, una festa. Se seguissi il suo ritmo credo divorzierei, e mi verrebbe pure tolto il figlio. Eh si, perché qualunque giudice direbbe che lo porto sulla brutta strada. Ha meno di due anni ed ascolta rock duro. Parla a malapena ma capisce già di moto e auto, tanto che per farlo stare tranquillo lo devo sedere al volante dell'auto o sopra la sella della moto (quella da pista, su quella da strada non gli piace stare).  
Questa volta è il turno della Moto Guzzi. Mi chiama il Mr. Pompone e mi obbliga a venire a provare delle Guzzi e delle Aprilia. Le moto sono disponibili presso il mitico MOTORISTORANTE, e sono offerte da una certa WEST ROAD BIKE, concessionaria della quale ho sentito nominare ma che non ho mai visitato. Il titolare, Paolo Milan, si comporta come se mi conoscesse da una vita. Paolo è animato da una passione sincera, che va oltre il suo stretto ruolo di commerciante. Pure suo figlio, 3 anni, è ammalato di moto, non sta fermo un secondo rincorrendo le varie cavalcature che partono e tornano, sia tra quelle in prova che quelle dei numerosi presenti. 
Mi vengono offerte tre moto. Anzi due. Una sarebbe un certo scooter dell'Aprilia. Non ci penso nemmeno. ODIO GLI 'SCUTER' e mi ci tengo a dovuta distanza. Mi attrae la bellissima V7, una cafè racer vecchia scuola, ma alla fine cedo e provo una moto che mi è sempre piaciuta, una specie di amore a prima vista fin dalla prima versione:
MOTO GUZZI STELVIO
Non avevo mai guidato una Guzzi, e tanto meno una moto con il Cardano. Tutto nuovo per me!
Il figlio di Paolo mi accende la Guzzi (grazie!) ed il rombo del bicilindrico invade la valle. Salto sopra e parto. I primi metri sono molto strani. Non la sento. Cazzo, non è una Honda, bisogna capirla...
50 metri dopo ed è tutto chiaro, intuitivo, naturale. Il rombo mi avvolge, in rilascio scoppietta rumorosamente (cannonate!). Un carattere ed una personalità totali.  
Però sulla carta pesa. Ed è grossa, molto grossa.  
Iniziano le curve.
Cosa succede?
Guardo giù e vedo un serbatoio ed un cruscotto, che nulla hanno a che fare con la mia Mountain Bike. Eppure la maneggevolezza è identica! 
Sono seguito da altri due tester, uno con lo 'scuter' (il Mr!) ed uno con la V7. Però non resisto e apro il gas, e me ne vado. E godo delle pieghe che mi permette di fare.
Il motore è pieno, vigoroso, ma la trasmissione a cardano, aiutata dal controllo di trazione, modera tutto ed evita comportamenti bruschi. La potenza viene semplicemente scaricata a terra e la moto obbedisce. Borbottando, carattere antipatico, ma obbedisce.
I cambi di direzione sono fulminei, è impressionante come tanto ferro imbullonato assieme possa muoversi con tale armonia, dinamismo, rapidità.
Stelvio 1200 NTX

 Guida quasi da enduro, piede fuori in curva e via. L'unica volta che non ho buttato fuori la gamba, ho guadagnato una fresatura dello stivale (nuovo).
Il comfort è perfetto, anche per uno della mia statura (dovrei solo regolare le leve di cambio e freno, erano un po' troppo alte). Però è una Guzzi. Ha un animo scorbutico. Scalda, Ustiona, Vibra. Ed è qui si vede la differenza tra il motociclista vero e quello finto. Per il finto ci sono altre moto, o, peggio, questi abominevoli scooters. Per chi ama la moto, e vuole viaggiare, meglio se in montagna, senza alcuna sosta, lo spirito di questa Stelvio è perfetto. Ho sempre ritenuto che la Guzzi sia un po' la Harley tricolore, ed è vero. E' una macchina che ha bisogno di molta strada davanti, libera, sgombra, ma nel caso del marchio Italiano è obbligatorio avere le curve, avere il divertimento, cercare un po' il limite. Ho osato anche mettere le ruote fuori strada. La moto ha un assetto relativamente duro (non a caso su asfalto, credo, darà molti grattacapi a tante naked e sportive) ma nonostante tutto riesce a digerire la strada sterrata, quella che porta in baita, quell'ultimo chilometro che porta all'agriturismo dove il motociclista, o il Guzzista, si ferma, si riposa, mangia, prima dei prossimi 1000 km da percorrere con un motore instancabile, affidabile, divertente, poderoso ed assolutamente personale.
Il Bicilindrico Guzzi
Quando è il momento di andare veloce, di aprire il gas, il 1200 risponde felice. Sale di giri rapidamente, e quasi desidera andare oltre il limitatore. La protezione aerodinamica (regolabile in altezza) permette velocità di crociera molto alte, tanto che non è necessario comprarsi una moto sportiva per condannare la propria patente: la Stelvio è sufficiente, su tutte le strade.
L'allestimento della NTX la rende molto attraente. L'estetica ne guadagna, i fari bassi sono bellissimi, e non ha nulla da invidiare all'equivalente bavarese. Anzi, proprio con la bavarese condivide un'estetica strana, di quelle che piacciono oppure no. Personalmente l'adoro, così strana, quasi antipatica, estremamente identificativa. 
NTX
I paramani sono belli, comodi, anche se di intralcio nel momento in cui si vuole cacciare fuori le due dita per salutare un altro motociclista, un'altra mente abbandonata al piacere della strada.
I comandi al manubrio sono facili ed intuitivi. Il cruscotto è bello, ma non leggibile in maniera intuitiva. Dopotutto è li solo perché serve, ciò che deve essere guardato è il nastro di asfalto davanti, quello che la Stelvio ingoia con avidità, precisione, velocità.
Cruscotto


Il cardano è da capire, se si desidera fare qualche ragazzata. In fin dei conti chi va in moto, intendo in moto per davvero, un po' ragazzo rimane. Sono riuscito a farla derapare (grazie anche alla coppia), ma non sono assolutamente riuscito ad impennarla. Spero Paolo me la presti un'altra oretta, penso di aver capito, ci riuscirò.
Una moto veramente godibile. Il comfort di una tourer, la grinta di un bicilindrico italiano che non ha nessuna intenzione di apparire elettrico o rilassato. Una moto molto tecnologica e totalmente reale. Una combinazione sublime di progresso tecnologico e tradizione, quella tradizione che vede generazioni di motociclisti con milioni di chilometri sulle spalle (o sul sedere...) e le mani sporche di olio, ed il giubbino che un po' puzza di benzina, gli insetti spiaccicati sulla visiera.
Sapete cosa mi ha fatto innamorare? La Sua brutale innocenza. Vedete quella spia rossa in alto a destra sulla foto del cruscotto? Indica che un'indicatore laterale NON FUNZIONA. Forse una BMW non avrebbe avuto questo quasto. Forse ti garantiscono i fari per 1000 anni, e ti danno un servizio di assistenza su strada anche nel bel mezzo della tundra siberiana. Io preferisco vedere che il led dell'indicatore di direzione lampeggia come un pazzo a causa del mancato bilanciamento elettrico, tanto ho sempre una mano da esporre per indicare dove voglio svoltare. Poi, a casa, con calma, e con una birra, nell'intimità del mio garage, una lampadina me la cambio da solo, al limite passo da Paolo alla WEST ROAD BIKE, faccio due chiacchiere, e prendo il ricambio. Ricambio che Paolo probabilmente mi regala, offrendomi anche un caffè.
Sguardo Stralunato

Linea pulita