Monday, August 20, 2012

Lesson Learned / Lezione Imparata

4th race of the club trophy. I am 2nd. At one point there's this Triumph, my direct opponent. It's sunny. I am loaded, ready to go. I qualify well: 1:44,367. My Opponent does a 1:44,350. We are packed on the grid. I do one of my great starts as always, and put back few bikes. Turn 1, great. Turn 2, great. Turn 3, the 'Rijeka' hairpin, left. I am too inside, due to traffic. My line is way too closed. I feel the rear wheel sliding moderately, I think it's the wrong line... Then it drift away massively, I lock the steer, put foot down, manage to hold it up and continue the race. But I am not safe. The set of tires I have did Salzburgring, and the whole qualifying morning. Over half a second improvement on my best. They are toasted. Lesson learned. Never racing with old tires. I arrive 7th. Now me and my opponent are 3rd, same points. Everything will be decided during next race, in September. With new tires! Quarta gara del trofeo del motoclub. Sono secondo in classifica. Il mio rivale su questa Triumph è terzo ad un punto. C'è il sole. Sono carico, pronto a gareggiare. Mi qualifico bene: 1:44,367. Il mio rivale fa un 1:44,350. Siamo vicini in griglia. Parto alla grande come sempre, mi metto dietro un sacco di gente. Curva 1, bene. Curva 2, bene. Curva 3, la 'Rijeka', tornante a sinistra. Sono troppo chiuso a causa del traffico. La mia traiettoria è troppo interna. Sento che mi parte il posteriore a poco a poco, e penso sia solo a causa della traiettoria sbagliata... Poi mi parte di brutto, chiudo lo sterzo dall'altra parte, metto giù un piede, riesco a tenerla su e continuare la gara. Ma non mi sento sicuro. Il treno di gomme che ho su si è fatto il Salzburgring, e tutte le qualifiche della mattina dove sono migliorato di oltre mezzo secondo. Le gomme sono alla frutta. Lezione imparata. Mai gareggiare con gomme vecchie. Arrivo settimo. Ora io ed il mio rivale siamo terzi, a pari merito. Tutto si deciderà durante la prossima gara, in Settembre. Con gomme nuove!

Friday, August 10, 2012

Salzburgring.

So finally I did it. I went to the epic Salzburgring. Finalmente l'ho fatto. Sono andato a girare sull'epico Salzburgring.
What a track! This is one of the purest old school tracks still existing and in full activity. A dangerous track. A real one. Where there is one thing that matters: SPEED. This is a track that may even result boring, until you learn it and start to let yourself go. Surely, facing a right corner, banked, in full 5th gear, with throttle fully open isn't something for everybody. And when you start to do that, you jump into another dimension. The dimension of pure speed. I am not talking about being fast. You can be fast on a slow track. The shorter is the time you need to lap it, the faster you are. But you can be having a moderate average speed. Brand new racetracks are built with the tendency to make things safe. Wide run off areas (at Salzburgring you can land on the area where sheeps are enjoying the view),slow corners. Che pista! Questa è una delle piste vecchia scuola più pure rimaste in giro, ed in attività. E' una pista pericolosa. Una pista vera. Dove c'è una sola cosa che conta: LA VELOCITA' Questa pista può anche sembrare noiosa, almeno finché non inizi a capirla e ti lasci andare. Certamente, affrontare una curva a destra, in parabolica, in quinta piena, con il gas spalancato non è per tutti. E quando inizia a farlo, salti in una nuova dimensione. La dimensione della velocità pura. Non sto parlando di essere veloci. Puoi essere veloce anche in una pista lenta. Più basso è il tuo tempo e più veloce sei. Ma magari hai una velocità media moderata. Le piste nuove sono costruite con la tendenza a rendere tutto sicuro. Ampie vie di fuga (al Salzburgring puoi finire nel prato dove ci sono le pecore che pascolano!), curve lente.
Sheeps / Pecore
Dangerous / Pericoloso
I told you it's Dangerous / Vi ho detto che è Pericoloso
Everything built to maximize profit and have customer coming back. But what about the thrill that takes us all there? Real speed is about being able to push your bike's top speed, and keep it there for a while. Real speed is when the percentage of full throttle on the lap is damn high. Salzburgring is extremely fast. It gets interesting only when you're fast, really fast. You use all the 6th gear, and if your gearing ain't long enough, you will find yourself redlining when you actually need more speed. That's it. This is speed. Tutto è costruito per massimizzare il profitto e far si che il cliente torni. Ma che ne è delle emozioni che ci portano a girare in pista? La vera velocità è essere capaci di spingere la moto alla velocità massima, e mantenerla tale per un po'. La vera velocità è quanto la percentuale di gas aperto al massimo in un giro è dannatamente alta. Il Salzburgring è estremamente veloce. Diventa interessante solo quando sei veloce, molto veloce. Usi tutta la sesta, e se i tuoi rapporti non sono sufficientemente lunghi ti ritrovi al limitatore proprio quando hai bisogno di altra velocità. Questo è. Questa è la velocità.

Thursday, August 2, 2012

Moto Guzzi V7. A casa di un amico.

Un paio di settimane fa, per motivi di lavoro, mi trovavo dalle parti della WEST ROAD BIKE, concessionaria Aprilia e Guzzi che aveva offerto una giornata test ride al mio motoclub, e grazie alla quale ho provato la Guzzi Stelvio 1200 (vedere QUI).
Controllo l'agenda appuntamenti, e vedo che una mezzora libera è possibile. Punto il navigatore ed immediatamente arrivo a destinazione.

Mi accoglie Paolo. 
Come  una qualsiasi sosta a casa di un amico, iniziamo a chiacchierare. E' felice di vedermi, mi offre un caffè, e come due appassionati di moto iniziamo ad andare in giro per la bella struttura. Vedo il magazzino, vedo l'officina, il bellissimo show room.
 Ho detto un amico. E non sbaglio. Ho osservato Paolo trattare con diversi clienti, mentre passeggiavo per il negozio scattando fotografie. Raramente ho visto una tale offerta di servizi che va ben oltre quanto offerto dalla casa madre o quanto ci si possa aspettare da una concessionaria ufficiale. Ho visto clienti con particolari necessità di borse e bagagli venire rassicurati da Paolo, il quale prometteva di impegnarsi a trovare l'articolo aftermarket (tra l'altro non trattato da lui) pur di assecondare il cliente. Ho visto persone alle quali piaceva una moto, ma non trovava la colorazione ideale nell'offerta della casa. Paolo ha offerto un servizio di carrozzeria, e pure suggerito un idoneo abbinamento cromatico che potesse soddisfare il cliente, o meglio, l'amico.  Un sarto con clienti prestigiosi, degli amici, un sarto che conosce ogni desiderio ed ogni misura, che sa individuare le necessità, e che offre un servizio impeccabile. Esattamente come il gestore del ristorante di fiducia, che dopo molti anni conosce i tuoi gusti e sa sempre cosa offrirti per renderti più piacevole l'esperienza. La differenza è che Paolo vende moto, moto che non fabbrica lui.
 
 "Vuoi provare la V7?"

Me lo aveva promesso subito dopo la prova della Stelvio, e mi aveva pure invitato presso la sua sede. Però...la mia è stata una visita improvvisa, non pianificata, e non era mia assoluta intenzione approfittare della cortesia. E, ovviamente, non avevo con me il casco, e nessun altro abbigliamento tecnico.
Questo però non è un problema. Da Paolo puoi entrare con la patente ed in mutande ed uscire, dopo un'ora, vestito completamente ed in sella ad una moto. Non manca nulla.
E proprio dal nulla si materializza un casco ed un giubbotto. 
"Provali, dovrebbero andarti bene". 
Andavano bene.
....in pochi minuti mi ritrovo in giro in sella alla Guzzi V7. 
Posso osare dire che Paolo mi ci ha costretto. ...ed io non ho opposto resistenza...

Ci sono state epoche dove la moto era quasi solo del tipo "cafe racer". Si trattava di motociclette che erano dei mezzi di trasporto veri. Ci si muoveva. Si andava al lavoro. Ma la loro dualità permetteva di renderle delle autentiche fuori serie, dei mezzi esclusivi la cui proprietà è motivo di vanto. Oggetti di culto da esibire. In piazza, al bar, sulla strada verso la spiaggia. 
Oggi i tempi sono diversi. Serve tecnologia. Colori fiammanti. Molte "R" per dare il senso della potenza. Del rumore. Patetici simboli sociali, spesso usati, inutilmente, per cercare di far presa sull'altro sesso.
Fate una domanda alle vostre mogli. Chiedetele cosa pensavano o pensano del galletto di turno, con la moto fiammante, che si esibisce in burn out o impennate.
Fatto?
Voi, maschi, penserete che è una cosa strafica, che dimostra la vostra virilità, la capacità (?) di dominare una belva.
Loro, le nostre pazienti signore, penseranno cose come
  • Che imbecille
  • S'ammazza
  • Questo non potrà mai essere il padre dei miei figli, anche perchè morirà prima
Certe cose sono arcaiche. Noi maschi facciamo guerre. Loro, più intelligenti, pensano a preservare la specie. 
Quindi, pensando alla V7, facciamo un breve e non completo riepilogo del mercato attuale, secondo il mio personalissimo parere (è il mio blog, scrivo ciò che mi pare):
  • Sportive: solo pista. Per strada sono assolutamente inutili.
  • Sport Tourer e tourer: se non viaggi non ti servono. Al bar fanno ridere. Parcheggiate fuori dall'ufficio soffrono. Sono fatte per viaggiare, lontano, e veloce.
  • Enduroni (Stelvio, GS ecc): come le sport tourer. Però vanno più lontano, caricano di più e se trovano un percorso sterrato vanno ugualmente. Al bar fanno ridere. Parcheggiate fuori dall'ufficio soffrono. Sono fatte per viaggiare, lontano, ovunque.
  • Scooter: NON SONO MOTO.
  • Cruisers: sono fatte per viaggiare, per andare ai raduni, e hanno una vita sociale propria. Al bar ci stanno, ma occupano spazio e sono impegnative. Sono fatte per viaggiare con stile. Lontano. Sono la libertà.
  • Qualsiasi moto da fuori strada: appunto, fuori dalla strada.
  • Naked: sono delle sportive senza carene, con il manubrio largo. Mangiano il misto stretto. Divorano curve. Fanno pure divertire in pista. Al bar fanno ridere. Parcheggiate fuori dall'ufficio soffrono. Sono fatte per i passi.
  • Motard: vedi Naked.
Cosa manca? 
Cafe Racer. Quelle pure, non le super cafe racer custom con motori turbo e gomme slick. Quelle le lasciamo alle categorie sopra citate.
Cafe Racer: Ovvero moto della categoria naked che nascono tali, e che non derivano da una sportiva modificata. Moto che non si misurano con i cavalli, con la velocità o con gli ordigni tecnologici nascosti sotto la sella. Moto con fascino retrò, tecnologia retrò in chiave moderna. Moto pure, semplici e pulite nelle linee. 
Sono le moto per la passeggiata della domenica, senza dover per forza fare il tempo, fare 30 passi, 1000 chilometri, o salire sul monte lungo un single track battuto dalle Mountain Bikes.
Sono moto per andare al bar. Per andare in ufficio. Per portare il figlio a scuola. Sono moto che hanno classe, che non impegnano, che sono tremendamente belle nella loro estrema semplicità. Sono moto compatibili con la cravatta, ma anche con il giubbino in pelle e le mani sporche di olio. 

Sono moto che portano il motociclismo agli albori, alla purezza. 
Sono moto che regalano una sensazione spesso dimenticata: 
Quel sottile piacere della brezza sul viso.
Regalano sensazioni senza richiedere impegno. Non corrono forte, non spiattellano le gomme, non soffrono nel traffico, non soffrono in città, non soffrono in autostrada, affrontano la montagna, e permettono un uso completo.
Una volta possedevo una Benelli 500/Quattro del 1975. La V7 mi ha regalato quelle sensazioni dimenticate.
La Guzzi V7 è dannatamente semplice. Guidarla offre una sensazione di felicità, è una moto che definirei simpatica e divertente
Il rumore meccanico dello storico bicilindrico è bellissimo, ed accompagna l'esperienza come un buon bassista sa accompagnare i migliori chitarristi blues.
Ha un cambio dolce, docile, soffice, ma preciso. Frena in maniera perfetta nonostante abbia un solo disco all'anteriore. In folle, quando sei li con un piede a terra aspettando il verde, ti ritrovi a giocare con l'acceleratore per sentire il movimento dei pistoni, che trasmettono quella sensazione di dondolio, offrendo la percezione della posizione all'interno del cilindro. 
E nonostante questa semplicità meccanica è tutto così dolce, tanto che l'immagine sugli specchietti retrovisori è sempre perfetta, mai rovinata dalle vibrazioni.
Una strumentazione essenziale. Una guida semplice. Una moto per muoversi, liberi e spensierati. Un oggetto divertente.
Con una componente extra:
Una personalità infinita
Non so se deriva dalla storicità del marchio, da soluzioni tecniche tradizionali e collaudate. Sarà quell'essere così vera, pura ed essenziale.
Sarà quel richiamo al passato. Quell'odore di benzina, e storia.
Io non lo so.

E non so nemmeno se qualcuno potrebbe scegliere una moto come questa facendo una scelta razionale. Forse viene comprata per passione, non per risultato di un ragionamento basato sulle effettive necessità di movimento su due ruote.

Ma c'è una cosa da dire:
Sono fermamente convinto, e guardandomi attorno trovo solo conferme, che la maggior parte delle motociclette appartenenti alle categorie elencate sopra vengono usate irrazionalmente. In forme lontane da quelle ideali (basti pensare al numero di sportive che si vedono in città). 
Questo mi fa dedurre che la scelta più irrazionale di una moto potrebbe, alla fine, diventare la più giusta, sensata, gradevole
e godibile. Questa è la V7. 
E Paolo, nell'offrirmela, non mi ha dato alcuna informazione (come fece per la Stelvio). Mi ha semplicemente dato le chiavi. Non esiste una forma commerciale per ubicare, nel mercato, la V7. Bisogna provarla. Bisogna capire.
Io ho capito.

Posseggo due Suzuki.
Ma, in attesa della mia prima Guzzi (un giorno succederà, lo sento...), ero ad un passo dal comprare qualcosa come questo:

Che strana sensazione. 
Non ho comprato la maglietta. Ma Paolo è sempre li. Tornerò a fargli visita.


Monday, July 23, 2012

Hurry Up! / Di Fretta!

Ok, everything ready. Bike is ready. Tires are fresh. New brake pads. Gearing set for the track that awaits me: Ok, tutto pronto. Moto pronta. Gomme fresche. Pastiglie freno nuove. Rapporti opportunamente modificati per la pista che mi aspetta:
Ok. I load the bike on the trailer to take it back from the workshop. When I unload it, the trailer floor is WET. ARGH!!! The damn front right leg of the fork LEAKS! A fast solution is needed, so I don't waste time. I hope to make it! Ok. Carico la moto sul carrello per portarla a casa dal meccanico. Quando la scarico il pianale del carrello è BAGNATO. ARGH!!!! Lo stelo destro perde!!! Urge soluzione immediata, quindi non perdo tempo. Speriamo di farcela!!
No fork.
Parts.
Unhealthy parts.

Monday, July 9, 2012

Moto Guzzi Stelvio 1200 NTX

Il boss del Pompone è una miniera inesauribile. Mai una volta che ci lasci in pace. C'è sempre un motogiro, una prova, un'uscita in pista, un pranzo, un concorso, una cena, una festa. Se seguissi il suo ritmo credo divorzierei, e mi verrebbe pure tolto il figlio. Eh si, perché qualunque giudice direbbe che lo porto sulla brutta strada. Ha meno di due anni ed ascolta rock duro. Parla a malapena ma capisce già di moto e auto, tanto che per farlo stare tranquillo lo devo sedere al volante dell'auto o sopra la sella della moto (quella da pista, su quella da strada non gli piace stare).  
Questa volta è il turno della Moto Guzzi. Mi chiama il Mr. Pompone e mi obbliga a venire a provare delle Guzzi e delle Aprilia. Le moto sono disponibili presso il mitico MOTORISTORANTE, e sono offerte da una certa WEST ROAD BIKE, concessionaria della quale ho sentito nominare ma che non ho mai visitato. Il titolare, Paolo Milan, si comporta come se mi conoscesse da una vita. Paolo è animato da una passione sincera, che va oltre il suo stretto ruolo di commerciante. Pure suo figlio, 3 anni, è ammalato di moto, non sta fermo un secondo rincorrendo le varie cavalcature che partono e tornano, sia tra quelle in prova che quelle dei numerosi presenti. 
Mi vengono offerte tre moto. Anzi due. Una sarebbe un certo scooter dell'Aprilia. Non ci penso nemmeno. ODIO GLI 'SCUTER' e mi ci tengo a dovuta distanza. Mi attrae la bellissima V7, una cafè racer vecchia scuola, ma alla fine cedo e provo una moto che mi è sempre piaciuta, una specie di amore a prima vista fin dalla prima versione:
MOTO GUZZI STELVIO
Non avevo mai guidato una Guzzi, e tanto meno una moto con il Cardano. Tutto nuovo per me!
Il figlio di Paolo mi accende la Guzzi (grazie!) ed il rombo del bicilindrico invade la valle. Salto sopra e parto. I primi metri sono molto strani. Non la sento. Cazzo, non è una Honda, bisogna capirla...
50 metri dopo ed è tutto chiaro, intuitivo, naturale. Il rombo mi avvolge, in rilascio scoppietta rumorosamente (cannonate!). Un carattere ed una personalità totali.  
Però sulla carta pesa. Ed è grossa, molto grossa.  
Iniziano le curve.
Cosa succede?
Guardo giù e vedo un serbatoio ed un cruscotto, che nulla hanno a che fare con la mia Mountain Bike. Eppure la maneggevolezza è identica! 
Sono seguito da altri due tester, uno con lo 'scuter' (il Mr!) ed uno con la V7. Però non resisto e apro il gas, e me ne vado. E godo delle pieghe che mi permette di fare.
Il motore è pieno, vigoroso, ma la trasmissione a cardano, aiutata dal controllo di trazione, modera tutto ed evita comportamenti bruschi. La potenza viene semplicemente scaricata a terra e la moto obbedisce. Borbottando, carattere antipatico, ma obbedisce.
I cambi di direzione sono fulminei, è impressionante come tanto ferro imbullonato assieme possa muoversi con tale armonia, dinamismo, rapidità.
Stelvio 1200 NTX

 Guida quasi da enduro, piede fuori in curva e via. L'unica volta che non ho buttato fuori la gamba, ho guadagnato una fresatura dello stivale (nuovo).
Il comfort è perfetto, anche per uno della mia statura (dovrei solo regolare le leve di cambio e freno, erano un po' troppo alte). Però è una Guzzi. Ha un animo scorbutico. Scalda, Ustiona, Vibra. Ed è qui si vede la differenza tra il motociclista vero e quello finto. Per il finto ci sono altre moto, o, peggio, questi abominevoli scooters. Per chi ama la moto, e vuole viaggiare, meglio se in montagna, senza alcuna sosta, lo spirito di questa Stelvio è perfetto. Ho sempre ritenuto che la Guzzi sia un po' la Harley tricolore, ed è vero. E' una macchina che ha bisogno di molta strada davanti, libera, sgombra, ma nel caso del marchio Italiano è obbligatorio avere le curve, avere il divertimento, cercare un po' il limite. Ho osato anche mettere le ruote fuori strada. La moto ha un assetto relativamente duro (non a caso su asfalto, credo, darà molti grattacapi a tante naked e sportive) ma nonostante tutto riesce a digerire la strada sterrata, quella che porta in baita, quell'ultimo chilometro che porta all'agriturismo dove il motociclista, o il Guzzista, si ferma, si riposa, mangia, prima dei prossimi 1000 km da percorrere con un motore instancabile, affidabile, divertente, poderoso ed assolutamente personale.
Il Bicilindrico Guzzi
Quando è il momento di andare veloce, di aprire il gas, il 1200 risponde felice. Sale di giri rapidamente, e quasi desidera andare oltre il limitatore. La protezione aerodinamica (regolabile in altezza) permette velocità di crociera molto alte, tanto che non è necessario comprarsi una moto sportiva per condannare la propria patente: la Stelvio è sufficiente, su tutte le strade.
L'allestimento della NTX la rende molto attraente. L'estetica ne guadagna, i fari bassi sono bellissimi, e non ha nulla da invidiare all'equivalente bavarese. Anzi, proprio con la bavarese condivide un'estetica strana, di quelle che piacciono oppure no. Personalmente l'adoro, così strana, quasi antipatica, estremamente identificativa. 
NTX
I paramani sono belli, comodi, anche se di intralcio nel momento in cui si vuole cacciare fuori le due dita per salutare un altro motociclista, un'altra mente abbandonata al piacere della strada.
I comandi al manubrio sono facili ed intuitivi. Il cruscotto è bello, ma non leggibile in maniera intuitiva. Dopotutto è li solo perché serve, ciò che deve essere guardato è il nastro di asfalto davanti, quello che la Stelvio ingoia con avidità, precisione, velocità.
Cruscotto


Il cardano è da capire, se si desidera fare qualche ragazzata. In fin dei conti chi va in moto, intendo in moto per davvero, un po' ragazzo rimane. Sono riuscito a farla derapare (grazie anche alla coppia), ma non sono assolutamente riuscito ad impennarla. Spero Paolo me la presti un'altra oretta, penso di aver capito, ci riuscirò.
Una moto veramente godibile. Il comfort di una tourer, la grinta di un bicilindrico italiano che non ha nessuna intenzione di apparire elettrico o rilassato. Una moto molto tecnologica e totalmente reale. Una combinazione sublime di progresso tecnologico e tradizione, quella tradizione che vede generazioni di motociclisti con milioni di chilometri sulle spalle (o sul sedere...) e le mani sporche di olio, ed il giubbino che un po' puzza di benzina, gli insetti spiaccicati sulla visiera.
Sapete cosa mi ha fatto innamorare? La Sua brutale innocenza. Vedete quella spia rossa in alto a destra sulla foto del cruscotto? Indica che un'indicatore laterale NON FUNZIONA. Forse una BMW non avrebbe avuto questo quasto. Forse ti garantiscono i fari per 1000 anni, e ti danno un servizio di assistenza su strada anche nel bel mezzo della tundra siberiana. Io preferisco vedere che il led dell'indicatore di direzione lampeggia come un pazzo a causa del mancato bilanciamento elettrico, tanto ho sempre una mano da esporre per indicare dove voglio svoltare. Poi, a casa, con calma, e con una birra, nell'intimità del mio garage, una lampadina me la cambio da solo, al limite passo da Paolo alla WEST ROAD BIKE, faccio due chiacchiere, e prendo il ricambio. Ricambio che Paolo probabilmente mi regala, offrendomi anche un caffè.
Sguardo Stralunato

Linea pulita

Training Track Day / Pistata d'Allenamento

This year I never rode in Adria. The expensive prices of Italian tracks, the juicy offers from abroad tracks, being busy with club races, everything kept me far from my home track. So this past Saturday I had the chance to go riding there, morning sessions. Adria is a slow track, and it gets you tired. It's all about hairpins and strong brakings. No rest for the rider, for the tires and even less for the brakes. Adria has always been like this, but it's still funny and definitely a good training, at least for muscles. I always liked it, I rode there a lot of times, and I had my favourite corners and all my references. Sadly things changed. Due to some absurd homologation for some kind of motorcycle races, the track has been modified. Turn 1 has been changed and set earlier, a lot earlier. Given the fact that around the track there's only empty land and mosquitos, I expected them to widen the runoff areas, rather than make the main straight (even) shorter. Now, turn 1 comes way too early (so much that all my brake points stored in my brain made me going way too far, inside old turn, which is still there, sadly useless). New turn 1 is a pretty sharp hairpin, with a wide exit. Seems like the old one, but it isn't. It has nothing of the fun the old one offered, a turn you could enter with some good violence, overtake inside as long as you were early on the throttle. Here the difference: Quest'anno ad Adria non c'ero ancora andato. I costi esorbitanti degli autodromi Italiani, le invitanti offerte dell'estero, gli impegni con le gare del club mi hanno tenuto lontanto dalla mia pista di casa. Così Sabato ho avuto l'occasione di andarci a girare il mattino. Adria è una pista lenta, ma molto faticosa. Si tratta di un circuito basato su tornanti e staccate abbastanza violente. Non c'è riposo ne per il pilota, ne per le gomme e tanto meno per i freni. Adria è sempre stata così, ma è comunque divertente e sicuramente un'ottimo allenamento per i muscoli. Mi è sempre piaciuta, ci ho girato tantissimo, avevo le mie curve preferite, i miei riferimenti. Purtroppo le cose sono cambiate. A causa di qualche assurda omologazione per qualche gara motociclistica, il tracciato è stato modificato. La curva 1 è stata cambiata ed anticipata di molto. Considerando che attorno all'autodromo ci sono solo campi e zanzare, mi sarei aspettato un allargamento della via di fuga, non un accorciamento del rettilineo. Ora curva 1 arriva immediatamente, troppo presto (tanto che i riferimenti stampati nella mia memoria, mi hanno fatto arrivare lungo, sulla curva vecchia, che è ancora li, tristemente inutile). La nuova curva 1 è una curva a gomito secca, con uscita larga. Apparentemente come la vecchia, ma non è così. Non ha nulla del divertimento della vecchia, dove potevi entrare cattivo, e superare all'interno essendo pronto sul gas. Ecco la modifica:


My lap times didn't improve. In the morning I destroyed the tires (it was pretty hot) and the brake pads, that were already low, died and needed replacement. Definitely a track I will stay far from during warm summer. I may return in the early fresh days of September. A good training anyway. Next episode: : SALZBURGRING, later this month! I miei tempi non sono migliorati. In una mattinata ho distrutto le gomme (faceva molto caldo) e le pastiglie dei freni già stanche sono morte completamente. Decisamente una pista che eviterò durante l'estate torrida. Ci ritornerò quando arriveranno i primi freschi di settembre. Ottimo allenamento comunque. Prossimo appuntamento: SALZBURGRING, a fine mese! Ecco alcune foto di Sabato:

Nuova Curva 1 / New Turn 1
Nuova Curva 1 / New Turn 1
Nuova Curva 1 / New Turn 1
Nuova Curva 1 / New Turn 1
Nuova Curva 1 / New Turn 1

Monday, July 2, 2012

It happened / E' successo

IT HAPPENED. After so many years (since 1998).... I caught rain on track. Race under rain... with intensity changing at every lap. I remember on 3rd Lap I couldn't see anything. I placed myself 5th. At about 2pm, sun came out and track dried out. And we got back to slicks. Me and the TEAM ROADRUNNER guys have changed (From rain to slick) tires on 10 wheels in less than 20 minutes. And with manual tools (tires remover, balancing etc). Great! E' SUCCESSO. Dopo tanti anni (dal 1998).... Ho preso l'acqua in pista. Gara bagnata... con intensità della pioggia variabile ad ogni giro. Ricordo che al terzo giro non potevo vedere nulla Mi sono piazzato quinto. Verso le 14:00 è uscito il sole, la pista si è asciugata... e siamo tornati alle slick. Io ed i ragazzi del TEAM ROADRUNNER abbiamo cambiato gomme su 10 cerchi (da rain a slick) in meno di venti minuti. E con attrezzi manuali (smontagomme, bilanciatrice ecc). Grandiosi!